Oggi abbiamo recuperato alcuni stralci originali dell’opera di Maria Montessori sul tema dell’errore. Sono illuminanti: ci aiutano a capire come approcciare l’errore (che è fondamentale e onnipresente) senza umiliare i bambini. Prima di tutto, dobbiamo ricordarci che siamo tutti fallibili, compresi insegnanti e genitori; in secondo luogo, dobbiamo fare attenzione a non confondere la correzione dell’errore con l’umiliazione.

Che cosa significano le correzioni sul quaderno dei compiti? Significa segnare dieci o zero! Come può rappresentare una correzione lo zero? Allora l’insegnante dice: Fate sempre gli stessi errori; non ascoltate quando io parlo; sarete bocciati agli esami. Tutte le note nei quaderni, e le osservazioni delle maestre producono una riduzione dell’energia e dell’interesse. Dire: sei cattivo o sei stupido, è umiliante; è insulto e offesa, ma non correzione, perché il bambino, per correggersi deve migliorare, e come può migliorare se è già sotto la media, e oltre a ciò viene umiliato?

Se un bimbo manca di disciplina, diventa disciplinato lavorando in società con gli altri bimbi, e non col sentirsi dire che è indisciplinato. Se dite a uno scolaro che non sa fare una cosa, vi potrà facilmente rispondere: “Perché me lo dici, lo so già!

Così, meglio sarà avere verso l’errore un atteggiamento amichevole e considerarlo come un compagno che vive con noi ed ha un suo scopo, perché veramente ne ha uno. Da qualunque parte si guardi, troveremo sempre il Signor Errore! Se vogliamo andare verso la perfezione, conviene stare attenti agli sbagli perché la perfezione verrà solo correggendoli e bisogna guardarli alla luce del sole, bisogna ricordarsi che essi esistono come esiste la vita stessa“.

Noi raggiungiamo dunque un principio scientifico che è anche un principio di verità, il controllo dell’errore. Qualunque cosa sia fatta nella scuola da insegnanti, da bambini o da altri, ci sono sempre errori. Nella vita della scuola deve entrare il principio che non è importante la correzione, ma il controllo individuale dell’errore, che ci dice se abbiamo ragione o no“.

Ricordiamoci sempre che la valutazione non deve tradursi in un giudizio, ma in uno strumento capace di far emergere le potenzialità.

FONTI

M. Montessori, La mente del bambino, Garzanti, 1999 (ed. originale 1948)

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