L’Impero Romano

L’Impero Romano

Il secondo triumvirato

Dopo l’assassinio di Giulio Cesare, diventò console suo nipote, Ottaviano, che formò un secondo triumvirato con i generali romani Antonio e Lepido. Ottaviano e Antonio cominciarono presto a contendersi il potere e scatenarono una guerra civile, che fu vinta da Ottaviano, grazie alle sue capacità di generale. Lepido, che durante la guerra era rimasto con la sua legione a proteggere Roma, dovette rinunciare alla sua carica e fu esiliato dalla vita politica.

Il primo imperatore

Ottaviano prese per sé tutti i poteri: si nominò tribuno della plebe, console, proconsole e pontefice; divenne così il primo imperatore di Roma, col nome di Cesare Ottaviano Augusto, nel 27 a.C. Dopo cinque secoli, Roma cessò di essere una Repubblica e divenne un Impero, che sarebbe durato per altri cinque secoli (in questo periodo si sussegiorono quasi 100 imperatori diversi).

Augusto garantì all’Impero un periodo di pace (chiamata in latino Pax augustea), durante il quale non ci furono guerre civili o rivolte: Roma prosperò e il popolo conobbe anni di ricchezza e prosperità.

Per riuscirci, Augusto riformò l’esercito, stanziando legioni lungo tutti i confini dell’Impero, per proteggerlo dalle invasioni nemiche. Fece anche costruire grandi opere pubbliche: strade, ponti, acquedotti e edifici monumentali.

Alla morte di Augusto, la carica di imperatore passò a Tiberio, che aveva sposato sua figlia. Gli imperatori passavano la propria carica ai propri figli o ai parenti prossimi; se ritenevano inadatti i propri eredi, potevano adottare un successore che diventasse imperatore alla loro morte. Questa pratica fu chiamata principato adottivo.

Espansione dell’Impero Romano

Durante il periodo imperiale, Roma raggiunse la massima espansione. I romani introdussero in tutti i territori che conquistavano la lingua latina e le loro usanze; inoltre, accadeva spesso che i soldati si fermassero a vivere nei territori appena conquistati. Infatti, al termine del servizio militare, i veterani ricevevano come compenso un grande appezzamento di terreno in queste aree.

Per evitare che i popoli barbari invadessero l’Impero, fu costruito un confine, il limes. Il limes era fortificato e sorvegliato dai legionari romani; in alcuni punti il confine era formato da barriere naturali (fiumi, montagne, deserti) mentre in altri furono costruite mura di pietra e fortezze militari.

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