La leggenda dell’arancio

Testo (a cura di): Alessia de Falco & Matteo Princivalle

Quando arrivò l’inverno, tutte le piante del giardino avevano dato agli uomini i loro frutti. Solo l’arancio non aveva prodotto nulla: sui suoi rami c’erano foglie verdi e niente di più. Il poveretto si domandava: “Perché tutte le piante danno frutti tranne me?”.
Avrebbe tanto desiderato produrre qualcosa di dolce come i fichi, croccante come le mele o dissetante come l’uva.
Anche gli uomini si chiedevano: “Chissà se quest’albero produrrà qualche frutto? Se non da niente, dovremo tagliarlo”.

Una notte l’arancio pianse così forte che i suoi lamenti arrivarono fino alle stelle del cielo, che gli domandarono: “Perché piangi?”
“Perché non do frutti” rispose lui.
“Non preoccuparti: il tempo è vicino” gli risposero le stelle del cielo. Infatti, non tutte le piante producono frutti nella stessa stagione: molte di loro lo fanno d’estate, ma l’arancio è un albero che dà frutti d’inverno.
L’arancio non capì cosa volevano dire e continuò a lamentarsi.
Allora le stelle soffiarono la loro polvere su di lui e gli dissero: “Con la nostra magia, sui tuoi rami cresceranno frutti come tante piccole stelle. Aspetta qualche giorno e vedrai”.

E infatti, dopo pochi giorni spuntarono tanti frutti profumati; avevano il colore del Sole. I frutti maturarono velocemente e diventarono succosi e dissetanti. Allora, gli uomini raccolsero i frutti dall’arancio, poi fecero una grande festa e lo decorarono con nastri e ghirlande, perché era l’unico albero del giardino capace di dare i suoi frutti d’inverno, quando è più freddo.

Finalmente, l’arancio comprese di essere unico e la sua vita cambiò.

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