LA LIBERTA’ DEI BAMBINI HA BISOGNO DI REGOLE

Pensare che un bambino possa provvedere in tutto e per tutto a se stesso è una forma di violenza: significa ignorare l’immaturità infantile. Un bambino ha diritto a non sapere come comportarsi, a non sapere quali alimenti fanno bene e quali no, a non riconoscere le situazioni di pericolo. Sarebbe assurdo pretendere il contrario.
È in questi casi che entra in gioco l’educazione: di fronte a un problema, il bambino ha bisogno di limiti, di regole. La differenza tra un genitore dispotico e un – ipotetico – “buon genitore” è che il primo utilizza le regole a suo uso e consumo o utilizza le regole per stabilire come i figli dovrebbero crescere; il secondo, al contrario, ricorre alle regole per offrire al bambino dei limiti che possano dargli sicurezza e aiutarlo a vivere al meglio la sua infanzia.

Le regole, idealmente, dovrebbero essere poche ma buone, strettamente necessarie per garantire al bambino la sicurezza e la serenità. Crescendo, queste regole verranno interiorizzate e non saranno più necessarie. La libertà del bambino, in altre parole, si farà via via più ampia, insieme con la sua comprensione del concetto di libertà.

Naturalmente, occorre riconoscere le regole utili dalle regole fini a se stesse, quelle legate alla “doma sociale”, al perbenismo e al desiderio di mamma e papà di plasmare i propri figli. Come spiega lo psicanalista Massimo Recalcati:

Il culto delle regole è una illusione pedagogica del nostro tempo. L’essere umano non è però un cavallo che deve essere domato. L’educazione non è un dressage. Per amare il segreto del figlio bisogna innanzitutto disarmarsi. Per disarmarsi è necessario rinunciare ad avere delle aspettative sui propri figli. Ecco il dono più grande e più difficile della genitorialità: non caricare i figli dei nostri progetti. Se infatti, come diceva Sartre, i genitori hanno dei progetti sui loro figli, i figli hanno fatalmente dei destini che non sono mai felici. Ma ai genitori spetta un altro decisivo compito: testimoniare che la vita, o, meglio, la propria vita, può avere un senso; incarnare il desiderio, mostrare che si può vivere su questa terra con passione e slancio. E’ questa la forma più preziosa dell’eredità della quale i nostri figli hanno necessità“.