Avete mai sentito parlare di psicomotricità funzionale? Si tratta di una disciplina olistica, che mira a garantire e facilitare uno sviluppo armonico del bambino e del ragazzo. Ne parliamo con la dott. sa Simona Governatori, pedagogista clinica e psicomotricista funzionale.

psicomotricità funzionale

Giacomo Balla, bambina con cerchio

CHE COS’È LA PSICOMOTRICITÀ FUNZIONALE?

La psicomotricità funzionale è una disciplina pedagogico-scientifica, di cui possono trarre beneficio persone di tutte le età. Prende spunto dagli studi del professor Jean Le Boulch e, in Italia, è riconosciuta e regolamentata dall’ASPIF, l’Associazione Psicomotricisti Funzionali.

L’idea alla base è quella secondo cui il movimento sia un facilitatore per una crescita armonica del bambino (e perché no, anche dell’adulto); questo a patto di considerare ciascun individuo nella sua unicità, con un approccio al tempo stesso olistico e analitico.

Si caratterizza per l’orientamento sistemico e per il particolare processo di “analisi funzionale“, che considera gli aspetti neurofisiologici, mentali, affettivi, relazionali, motivazionali, motori-posturali ed operativi. L’analisi funzionale permette un approccio incentrato sulla persona ed altamente individualizzato.

Questo processo analitico permette di determinare a priori i punti di forza e debolezza del soggetto in tre quadri: quello biologico, quello neurologico e quello funzionale. All’interno di questi tre quadri verrà predisposto un percorso personale per la crescita.

Basandosi su una metodologia educativa, che favorisce lo sviluppo della persona attraverso il movimento e attività multidisciplinari e olistiche, persegue il raggiungimento di uno sviluppo che possa integrare aspetti cognitivi, emotivi e motori in modo armonico e funzionale all’ambiente.

L’intervento psicomotorio funzionale utilizza una serie di esercizi, individuali e collettivi, volti a sviluppare in modo progressivo:

  • La funzione di relazione con gli altri, con lo spazio, con gli oggetti
  • La funzione energetico-affettiva per quanto concerne la motivazione, l’ intenzionalità, l’ attenzione
  • La funzione operativa di controllo del tono muscolare e l’organizzazione spazio-temporale.

I BENEFICI DELLA PSICOMOTRICITÀ FUNZIONALE

Le attività di psicomotricità funzionale puntano a stimolare e potenziare:

  • Una maggiore conoscenza ed accettazione di sé
  • Un miglior accomodamento del modo di essere
  • L’autonomia e l’accesso alle responsabilità nella vita sociale
  • L’autostima
  • L’espressività
  • La creatività
  • La disponibilità alla relazione

La psicomotricità funzionale viene utilizzata anche nei casi di DSA, cercando di portare beneficio attraverso l’approccio olistico, che lavora sul disagio in tutte le sue forme e non solo in quella scolastica.

Dott. sa Simona Governatori
Pedagogista clinico e psicomotricista funzionale
Tel. 339 2999407

   

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