Andrea Biasi. Fonte: Vita Trentina

Cosa può insegnare la storia ai bambini? In un mondo in cui gli studi umanistici (le cosiddette humanities del mondo anglosassone) sono sempre più trascurati, abbiamo pensato di tornare a parlarne, in compagnia di Andrea Biasi, storico, studioso dei costumi locali trentini e, dal 2016, sindaco del Comune di Sfruz (che ha  avuto ampia eco quest’estate per essere “il paese che protegge i bambini“).

COSA POSSIAMO IMPARARE DALLA STORIA

Uno dei concetti più semplici, ma allo stesso tempo più difficili da spiegare ai nostri bambini, è quello di tempo. I bambini sono abituati a vivere nella dimensione temporale del presente, non colgono pienamente il significato di storia e della cronologia degli eventi che hanno portato alla formazione della nostra società. Questo è naturale, insito nello sviluppo del pensiero umano. Il concetto di tempo si impara gradualmente, si sviluppa in maniera progressiva insieme alle altre capacita cognitive. Ma proprio per questo è importante aiutare i bambini a sviluppare gradualmente un’idea di storia e di tempo che possa permettere di crescere adulti consapevoli e pienamente incentrati nel periodo storico in cui vivono.

Dove manca l’idea del tempo e della storicità, si corre il rischio, molto forte, che l’informazione possa essere manipolata in modo drammatico (un esempio celebre è quello di 1984, il capolavoro letterario di George Orwell). Quando questo accade, l’individuo viene privato di una libertà fondamentale: quella di pensare in modo critico e autonomo. In altre parole, la sua felicità dipenderà dall’esterno, dalle informazioni che altri decideranno di trasmettergli.

Un’altra lezione che è possibile estrapolare dallo studio della storia è la capacità di individuare i collegamenti tra gli eventi storici, il comprendere che il tutto è legato ad una legge di causa ed effetto. Spesso, erroneamente, consideriamo degni di nota unicamente i processi causa-effetto scientifici, quelli legati ai numeri e alla possibilità di sperimentare. Eppure, anche i fenomeni umani sono legati da processi altrettanto forti, oltre che infinitamente complessi.
Un bambino che acquisisca questa consapevolezza sarà sicuramente responsabilizzato nel suo comportamento e diventerà un cittadino migliore e più informato attento ai processi che portano a cambiamenti nel mondo.

Per ultimo, ma non per questo meno importante, i bambini a cui è insegnata la storia potrebbero trarre molti altri benefici dalle lezioni provenienti dal passato. Molte volte sentiamo ripetere la locuzione latina “historia magistra vitae” (la storia è maestra di vita), nel senso che è possibile imparare dai nostri errori e dagli errori dei nostri antenati.
Un esempio su tutti è il grande insegnamento della Seconda Guerra Mondiale e dell’Olocausto: tali sono le conseguenze dell’odio e della disperazione quando i singoli e la collettività non riescono a gestirli.

POSSIAMO INNOVARE LA DIDATTICA DELLA STORIA  A SCUOLA?

Un pregiudizio comune è quello che la storia sia una materia noiosa, fatta di date, nomi e poco altro. In realtà, la storia si presta molto bene ad essere spiegata e insegnata attraverso giochi e la narrazione.

Chi di noi, da bambino, non ha mai sognato di essere un cavaliere? Una principessa? Un esploratore o un’esploratrice? Tutti abbiamo fantasticato di essere catapultati in un periodo storico differente. Quindi cosa c’è di meglio che utilizzare questa innata curiosità presente nei nostri bambini per cercare di coinvolgerli in un processo di apprendimento basato sul concetto di storia?

È importante che il bambino si senta protagonista del processo di apprendimento. Per la costruzione di un adulto consapevole è fondamentale sviluppare il senso critico, che si forma a partire dalla riflessione e dalla discussione. Un approccio didattico vincente è quello basato sulla possibilità, per i bambini, di mettere a confronto le diverse civiltà e i momenti storici della storia dell’uomo. Costruire relazioni, dibattere e fare ricerca (è possibile realizzare laboratori di ricerca anche nel microcosmo dell’aula), meglio se in modo collaborativo, è il modo migliore per superare quel “nozionismo” che ha portato gli studi umanistici al loro declino.

A CASA: LEGGIAMO E STIMOLIAMO IL GIOCO DI FINZIONE

E a casa? I genitori non possono certo mettersi ad organizzare laboratori e dibattiti! Vero, ma anche qui si può procedere in modo differente; ad esempio, cominciando dai libri. Da anni gli esperti sostengono i numerosi benefici per chi cresce circondato dai libri e, specialmente negli ultimi anni, l’editoria per ragazzi ha riscoperto la sua passione per i titoli che parlano di storia.

Naturalmente, il libro migliore di tutti sono mamma e papà: una lettura appassionata è uno strumento potente per trasmettere questa passione. L’importante è non vivere queste letture come un obbligo, ma come un momento piacevole in cui approfondire un proprio interesse. Di solito, la passione è sufficiente: l’esempio è il maestro migliore.

Un discorso a parte lo merita il gioco: simulazioni e travestimenti sono un ottimo strumento, ma va lasciata la massima libertà ai più piccoli. Diciamo che se conoscono usi e costumi di altre epoche, sarà più semplice che li portino in scena.

Ecco qualche titolo consigliato:

LE GRANDI CIVILTÀ DEL MONDO ANTICO 

Un testo che racconta le civiltà antiche con un taglio curioso, attento a tutti quei particolari della vita quotidiana che potrebbero appassionare i bambini. Del resto, spesso sono proprio gli usi e i costumi ad affascinare i più piccoli e a diventare un elemento importante per i loro giochi.

> Scopri il libro <

STORIE PRIMA DELLA STORIA

Racconti intorno al focolare di un villaggio preistorico; racconti che parlano di antichità, di un mondo tutto diverso da quello che conosciamo, ma con un magico filo comune: la narrazione.

> Scopri il libro <

ODISSEA. I VIAGGI DI ULISSE

Un testo illustrato per raccontare l’Odissea ai più piccoli; qui lasciamo le pagine della storia per addentrarci nella mitologia, ma con la consapevolezza che i miti sono parte integrante della nostra storia (e possono insegnarci moltissimo sull’antichità)!

Scopri il libro <