autismo in versi

Forse in questi giorni avrai letto qualcosa del monologo di Beppe Grillo che ha chiamato in causa autismo e Asperger. Sulle parole affermate dal comico preferiamo non esprimerci, visto che egli stesso ha scritto un  post piuttosto articolato sulle ragioni della sua scelta. Ragioni che, cattivo gusto a parte, sono pienamente condivisibili.

Ad una certa visione del mondo, però, non si possono opporre gli insulti e altrettanta violenza. Dobbiamo reagire con i fatti e, possibilmente, con rispetto e gentilezza. Noi, ad esempio, vogliamo condividere con te una delicata poesia della maestra Germana Bruno che affronta proprio il tema dell’autismo. Aiutaci a diffonderla: insieme possiamo proporre un modello di comunicazione alternativo, fondato sulla sensibilità, sull’amore e sulla volontà di sostenere gli altri piuttosto che di aggredirli.

L’AUTISMO IN VERSI

Germana Bruno

È piccolo il mio mondo
e ci sto soltanto io,
non parlo o ti confondo
con strano chiacchierio,
saltelli e gesti strani
col corpo e con le mani
e fisso su qualcosa
lo sguardo mio si posa,
ti chiedi cosa penso,
ti sembro senza senso.
Son alte e forti mura
Costruite intorno a me,
ti faccio un po’ paura,
non sono come te.
È un altro mondo il mio
e tu non riesci a entrare
diversa lingua ho io
e tu non sai capire.
Se solo vuoi provare,
se prendi l’astronave,
potrai da me atterrare
e forse anche capire,
perché, in ogni viaggio,
un nuovo paesaggio
ti apre gli occhi e il cuore,
per renderti migliore.

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