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Pixel Art

pixel art

In questa sezione potete trovare le nostre schede di pixel art divise per tema.

Cos’è la pixel art

La pixel art – o grafica a punti – è una tecnica di disegno che consiste nel comporre un’immagine accostando fra loro dei quadrati di uno stesso colore (i pixel). Questa tecnica ha vissuto un periodo di popolarità negli Anni Ottanta, agli albori dell’era di videogiochi e computer. All’epoca i disegni erano realizzati accostando i pixel ed il risultato era costituito da immagini schematiche e poco definite. Ma cos’è un pixel? Per semplificare al massimo possiamo dire che il termine inglese Pixel deriva dalla contrazione delle parole picture ed element (pict-el, dunque pixel) e identifica ogni singolo puntino che compone un’immagine all’interno della memoria di un computer. Un’immagine su monitor ci appare ricca di sfumature e “compatta”, mentre in realtà è composta da un numero incredibilmente elevato di puntini o pixel. Ogni pixel dunque rappresenta il dato più piccolo dell’intera immagine, con un valore molto specifico, dato dalla sua posizione, dal colore e dall’intensità. Questa brevissima spiegazione ci serve per introdurre un modo differente di intendere la Pixel Art, dopo che l’innovazione tecnologica ha reso le immagini più nitide, con una risoluzione migliore. Molti artisti hanno riscoperto la bellezza della grafica a punti, che tanto ricorda la pittura puntinista. È la riscoperta della semplicità delle forme: partendo dal singolo punto, da qualcosa di essenziale, si arriva alla creazione di un’immagine molto più complessa. Prima di parlare di Pixel Art, apriamo una breve parentesi sulla tecnica pittorica cui indirettamente si ispira. Stiamo parlando del puntinismo, anche noto come pointillisme, una corrente artistica sviluppatasi in Francia a partire da fine Ottocento che prevedeva la scomposizione dei colori in piccoli punti. Tra i principali esponenti troviamo Seurat e Signac, il cui lavoro era basato sull’intuizione che ciascun colore è influenzato dal colore cui è posto accanto. Pertanto, secondo i due artisti, i colori non vanno mescolati, ma accostati.

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