I LEGO e i loro benefici psicologici

Che giocare sia fondamentale per un’infanzia felice e una crescita ottimale già lo sapevamo. Così come sapevamo che alcuni giocattoli fossero migliori di altri. Ma quanto migliori? Stando ad alcuni studi, sembrerebbe che i LEGO siano un giocattolo/attività in grado di produrre grandi benefici in chi ci gioca.

E in effetti, oltre ad essere particolarmente utilizzati nell’ambito del coaching aziendale e delle tecniche di team building, i LEGO sono diventati protagonisti di una vera e propria metodologia di allenamento creativo: LEGO® Serious Play® (qui il sito ufficiale). La metodologia non è un’invenzione degli ultimi anni, bensì il frutto un filone di ricerca inaugurato negli anni ’90 con i primi studi sul “gioco serio”.

COSTRUIRE SIGNIFICA CREARE CONNESSIONI

Dietro l’operazione delle costruzioni, vi è la costruzione e definizione continua di significati e pensieri. In particolare, il metodo LEGO® Serious Play® si concentra su tre elementi: quello di gioco, quello di costruttivismo ed infine quello di immaginazione. Queste tre leve, se combinate insieme nel modo corretto, possono favorire il pensiero creativo ma anche la capacità di lavorare in squadra per raggiungere un obiettivo specifico.

Secondo Maria Teresa Mata, le costruzioni di LEGO stabiliscono delle connessioni ad un livello nuovo. Quando iniziamo ad unire i mattoncini, la creatività e l’immaginazione, insieme con il lavoro manuale, innescano dei processi mentali che aiutano l’osservatore a ottenere una conoscenza più profonda dell’individuo.

La mente è meravigliosa, 2017

Quindi, oltre ad essere un’attività che favorisce la comprensione dei problemi, giocare a costruire aiuta anche a comprendere meglio se stessi e i propri meccanismi mentali. In questo senso, anche il gioco libero, qualora combini le tre leve descritte sopra produrrà una serie di benefici degni di nota. Rispetto ad un’applicazione più rigorosa della metodologia LEGO® Serious Play® , i benefici potranno essere leggermente inferiori, ma comunque presenti ed apprezzabili.

LEGO PER IL PROBLEM SOLVING

Risolvere problemi, semplici o complessi, è una competenza chiave per tutti quanti noi. Non tutti i giochi pongono il bambino di fronte ad un “problema”: un gioco di costruzioni richiede una specifica progettualità, ma anche la capacità di immaginarsi l’oggetto finale manipolando mentalmente i materiali e le procedure. Può sembrare semplice, ma il passaggio è altamente complesso!

Allo stesso modo, un gioco immaginativo richiede un ripensamento degli oggetti, dell’ambiente, dello spazio-tempo ludico e di una serie di altre variabili. Tanto più i materiali che utilizziamo sono semplici, quanto più l’immaginazione dovrà dare fondo alle sue risorse. I bambini, naturalmente, adorano giocare in questo modo: il gioco che attiva la mente è un gioco appagante, che ci spinge ad entrare nel suo mondo e a padroneggiare appieno le sue regole.

I LEGO, grazie alla sterminata mole di mattoncini disponibili e alla possibilità di combinarli per creare qualsiasi oggetto o figura, si collocano senza dubbio tra i migliori giochi per stimolare il problem solving. Questo vantaggio è dovuto alla loro lunga storia, alla costante innovazione tecnologica e all’intuizione geniale dei mattoncini da incastrare (molto più versatili, per esempio, delle costruzioni magnetiche).

E A CASA?

Se ti abbiamo appassionato con questa breve considerazione, ti consigliamo di dare un’occhiata anche a Serious Play Italia. A cura di Trivioquadrivio, è il principale punto di riferimento in lingua italiana per questa metodologia. E per concludere, proviamo a rispondere alla fatidica domanda:

Ma allora dovremmo cominciare tutti a giocare con i LEGO?

Incoraggiare l’utilizzo dei LEGO può essere sicuramente un’ottima idea. Ricordiamo però che il gioco è tale solo quando è libero; dunque, non sforzarti di far piacere i mattoncini ad un bimbo o una bimba che amano disegnare e saltare la corda. L’interesse spontaneo e naturale è essenziale perché si possa parlare di gioco educativo.

Se hai in casa dei piccoli costruttori, potrebbe essere una buona idea giocare con loro, magari proponendo delle sfide che li costringano a pensare diversamente dal solito, magari adottando soluzioni innovative. Non si tratta di fare coaching ai bambini, ma solo di fornire uno stimolo che possa aiutarli ad aprire la propria mente.

Come al solito, vince il non metodo. Se la documentazione scientifica che potete trovare in rete non vi convince, sentitevi liberi di non utilizzarla; del resto, è facile pensare che qualcuno focalizzerà le sue connessioni su un’eventuale “trovata di marketing per vendere più mattoncini”. Il nostro compito non è quello di portare verità ma piuttosto di suggerire idee. A noi i LEGO piacciono moltissimo e realizzare sfide e missioni a tema ci appassiona. E a te?