L’importanza di aiutare in casa

“Abbiamo escluso i nostri bambini dalle responsabilità domestiche, ma così sforniamo dei giovani adulti che, sul posto di lavoro, invece di prendere l’iniziativa rimangono fermi, in attesa di istruzioni. Questo è inammissibile”.

Julie Lythcott-Haims, che si è occupata per un decennio dell’assistenza alle matricole presso l’Università di Stanford, uno degli istituti più prestigiosi al mondo, non ha dubbi: nel suo libro How to Raise an Adult attribuisce una responsabilità importante alla – perdonaci il gioco di parole – deresponsabilizzazione.

Il successo lavorativo, accademico e personale di una persona dipende in larga parte dal suo spirito d’iniziativa, dalla capacità di autodeterminarsi e di agire in modo autonomo; vengono premiati gli individui che riescono ad anticipare i bisogni dei propri compagni e del proprio datore di lavoro.

“Come potrei essere d’aiuto?” “Cosa posso fare per rispondere al meglio alle esigenze della mia azienda?”

Queste domande, secondo la dott. sa Lythcott-Haims, non nascono dall’educazione formale e scolastica, ma da un’attitudine che si costruisce a casa. Alle radici dello spirito d’iniziativa troviamo la responsabilizzazione, a partire dalle faccende domestiche. Per un bambino che impara a rifare il letto la mattina, sarà più semplice domandarsi cos’altro si possa fare per mantenere ordinata la cameretta. Da lì alla responsabilizzazione in casa il passo è breve.

Dunque, riassumendo il messaggio di Julie Lythcott-Haims,  coinvolgi i tuoi bambini in casa. Se non riesci a catturare il loro interesse, pretendi che svolgano i compiti minimi dettati dalla buona educazione (pulire il tavolo dopo la merenda, rimboccare le coperte la mattina, etc.), pretendi che siano indipendenti. Proprio questa piccola “pretesa” contribuisce a spezzare il ciclo vizioso dell’eccesso di premura dei genitori moderni (il giornalismo ha coniato vari termini per descriverla, da “genitori elicottero” a “genitori spazzaneve” all’inglese “overparenting), a tutto vantaggio dell’autonomia.