Lo straordinario potere della comunicazione mamma-neonato

Uno degli strumenti più importanti che abbiamo per relazionarci con i bambini è la voce: straordinario mezzo di comunicazione e di relazione. Alla voce, si affianca il sorriso: anch’esso sa dire tanto in poco.
A questo proposito, vi suggeriamo la lettura di questo brano, tratto dal libro “Comprendere i bambini”:

“Non tutti gli adulti si rendono conto del potere che ha la voce umana nel calmare e rassicurare un bambino. Quali siano le ragioni del pianto è sempre possibile arrestarlo, sia pure per pochi secondi, con il suono della nostra voce dolce e affettuosa.

Il sorriso è presente alla nascita e può diventare subito una maniera di comunicare con la madre, una maniera di rispondere alla sua presenza appena il bambino ne vede il volto. Egli apprende così a reagire positivamente all’essere umano e soltanto alcuni mesi più tardi diventerà più selettivo nella risposta del sorriso. Le persone che si vedono per la prima volta sono guardate a lungo prima di essere accettate e di ricevere un sorriso.

L’uso della voce, del sorriso e dello sguardo si mescola in modo differente nelle diverse coppie madre-bambino e diventa il linguaggio della loro speciale comunicazione. Avviene lo stesso in ogni coppia che si ama, e nessuno di noi usa il linguaggio dell’amore esattamente nello stesso modo con tutte le diverse persone con le quali si stabilisce una relazione di coppia. Con ciascuna persona creiamo una comunicazione speciale fatta di gesti, parole e sguardi, che assumono il loro vero e completo significato soltanto nel contesto di quella relazione. Si arriva facilmente anche a cambiare il vero nome con uno diverso e speciale, che viene usato proprio nei momenti unici del rapporto di coppia.

Una frequente e ricca comunicazione tra la madre e il bambino è di grande aiuto nel proteggere il bambino dal timore della separazione e gli insegna, attraverso la voce, il sorriso e lo sguardo, come stare in contatto con la madre e come può comunicare con lei anche quando non sta tra le sue braccia, perché tutte queste azioni possono avvenire a una certa distanza, perciò si può “stare insieme” senza essere “attaccati”.
Lo spazio della relazione si amplia, come anche il potere di comunicazione e i bambini ne sperimentano il piacere mentre diventano persone che si differenziano sempre più dalla madre e dalle altre presenze dell’ambiente”.

BIBLIOGRAFIA
S. Quattrocchi Montanaro, Comprendere i bambini, 2019 (ed. or. 1998), Di Renzo Editore

Potete acquistare il libro online, cliccando qui.