Chi usa internet sta meglio di chi non lo fa.

news internet fa bene

Uno studio dell’Oxford Institute Institute sfata il mito secondo cui internet nuocerebbe alla salute psicologica delle persone.

L’adozione massiva di internet e delle tecnologie digitali porta con sé una domanda lecita e necessaria: l’uso di internet fa bene o male? I ricercatori dell’Oxford Internet Institute hanno provato a rispondere analizzando un campione di oltre due milioni di partecipanti provenienti da 168 paesi del mondo. Si tratta dello studio più ampio sugli effetti di internet condotto finora. E i risultati sono sorprendenti.

L’84.9% di chi si connette quotidianamente a internet ottiene punteggi sopra la media negli indicatori utilizzatiper misurare il benessere psicologico. Si tratta principalmente di questionari auto-somministrati, come la scala SWLS, Satisfaction With Life Scale, di cui abbiamo parlato nell’articolo “Come essere felici“. Questo studio sfata i timori che legano internet alla dipendenza digitale, all’ansia sociale e ad altri effetti negativi sul benessere.

Ciò non significa che internet sia del tutto privo di rischi. Nel 4.9% dei casi internet ha portato a situazioni di malessere, effetto emerso soprattutto nelle ragazze tra i 15 e i 24 anni. Quest’ultimo dato evidenzia l’impatto di fenomeni come il cyberbullismo, che costituiscono un problema reale e dall’impatto tutt’altro che lieve. Tuttavia, i benefici superano di gran lunga gli svantaggi, anche nell’ottica di promuovere l’inclusione sociale, la partecipazione alla vita pubblica e l’apprendimento.

Matti Vuorre, ricercatore della Tilburg School of Social and Behavioral Sciences e Andrew K. Przybylski, dell’Oxford Internet Institute, hanno analizzato i dati del Gallup World Poll. Si tratta di una serie di sondaggi condotti tra il 2006 e il 2021 attraverso interviste telefoniche o di persona, che hanno coinvolto un totale di 2.414.294 di partecipanti.

Le conclusioni dello studio non vogliono mettere un punto fermo alla discussione. Gli stessi autori dello studio ne hanno evidenziato alcuni limiti, come il fatto che i test utilizzati per misurare il benessere psicologico siano perlopiù questionari auto-somministrati, che in quanto tali sono altamente soggettivi. Tuttavia, ci permette di guardare alle tecnologie digitali con maggiore serenità.

Lo studio è consultabile liberamente online (in lingua inglese): “A multiverse analysis of the associations between internet use and well-being”, su: Technology, Mind and Behaviour, 13 maggio 2024

Matteo Princivalle

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