Nomi comuni e nomi propri

I nomi comuni indicano persone, animali e cose generici. Il nome proprio, invece, si riferisce in modo specifico ad una persona, ad un animale o a una cosa, distinguendola dagli altri.
I nomi propri si riconoscono dai nomi comuni perché sono scritti con la lettera iniziale maiuscola. I nomi propri che incontriamo più spesso sono quelli di persona: ciascuno di noi ha un nome proprio!
Anche gli animali possono avere un nome proprio e perfino le cose: i nomi di città, dei fiumi o delle montagne sono nomi propri di cosa.

ATTENZIONE: tutti i nomi scritti con la lettera minuscola sono nomi comuni e tutti i nomi scritti con la lettera maiuscola sono nomi propri. Seguendo questa regola, è impossibile sbagliare.

ESEMPI

Esistono tanti paesi nel mondo. Noi viviamo in Italia.

In questo caso, paesi è un nome comune, che si riferisce genericamente a tutti i paesi del mondo (anche mondo è un nome comune: potrebbero esserci altri mondi sparsi qua e là nell’universo). Italia, invece, è un nome proprio, perché indica proprio il nostro paese, distinguendolo da tutti gli altri. Sappiamo che è un nome proprio perché è scritto con la lettera maiuscola.

Mio papà si chiama Mario.

In questa frase, papà è un nome comune: indica genericamente la figura del papà (ce ne sono davvero tanti). Mario, invece, è un nome proprio, perché indica mio papà e quello soltanto! Riconosciamo il nome proprio per via della lettera maiuscola. 

La nonna ha due gatti: il mio preferito si chiama Gigio.

In questa frase troviamo due nomi comuni: nonna e gatti. Gigio, invece, è un nome proprio. Indica un gatto in particolare, il mio preferito. Anche in questo caso, è facile riconoscere il nome proprio: inizia con la lettera maiuscola.

ESERCIZI

Un esercizio comune è quello che, all’interno di un testo, chiede ai bambini di sottolineare con colori diversi i nomi comuni e i nomi propri.  Secondo noi i testi delle favole di Esopo sono particolarmente indicati per questo esercizio per via della loro brevità e della sintassi elementare. Ecco un esempio:

Un lupo vide un agnello che beveva ad un torrente, sotto di lui, e gli venne voglia di mangiarselo. Così, gli disse che bevendo, sporcava la sua acqua e che non riusciva nemmeno a bere.
“Ma tu sei a monte ed io a valle, è impossibile che bevendo al torrente io sporchi l’acqua che scorre sopra di me!” rispose l’agnello.
Venuta meno quella scusa, il lupo ne inventò un’altra: “Tu sei l’agnello che l’anno scorso ha insultato mio padre, povera anima!”. E l’agnello, di nuovo, gli rispose che l’anno prima non era ancora nato, dunque non poteva aver insultato nessuno.
“Sei così bravo a trovare delle scuse per tutto” gli disse il lupo “ma io non posso mica rinunciare a mangiarti!” e saltò addosso al povero agnellino.
Se qualcuno ha deciso di fare un torto inventando pretesti, è inutile cercare di far valere la logica e la giustizia.

Potete stampare il testo di questa favola per esercitarvi cliccando qui. Nella scheda stampabile manca la consegna dell’esercizio, che andrà spiegata ai bambini (un esempio di istruzioni può essere: “Leggi il testo, poi sottolinea con il colore rosso i nomi comuni e con il colore blu i nomi propri”).