Alessandro Magno, durante la sua campagna per conquistare l’oriente, si trovò di fronte ad una fortezza tra le montagne: vi era un unico sentiero che portava alla fortezza e assalirla passando da lì significava essere un bersaglio facile per gli arcieri nemici. Le pareti rocciose, però, erano verticali e perfettamente lisce; aggirare la fortezza sarebbe stato impossibile.

Il condottiero, dopo essersi consultato con i suoi consiglieri, con i generali e perfino con il suo maestro di retorica (che era Aristotele, ndr), concluse che l’unico modo per passare era riuscire ad attaccare la fortezza dall’alto; un assedio dal sentiero, infatti, sarebbe stato una sconfitta certa. In altre parole, il problema non era come attaccare la fortezza, ma come riuscire a scalare le pareti rocciose che la fiancheggiavano.

Alessandro, ebbe un’idea: utilizzò i pioli metallici che si utilizzavano per piantare le tende al suolo e li fece conficcare nella roccia, in modo tale da creare degli appigli; poi, fece passare una corda negli anelli di ciascun piolo: quel giorno nacque la scalata in cordata, la tecnica alpinistica che ancora oggi si utilizza per superare le pareti rocciose verticali.

Si narra che il comandante della fortezza, quando vide gli uomini di Alessandro sulle cime delle montagne, convinto di avere a che fare con delle divinità, si arrese senza lanciare neppure una freccia e consegnò loro le chiavi del bastione.

IL VERO PROBLEMA È INDIVIDUARE IL PROBLEMA

La storiella qui sopra, tratta dal testo di Giorgio Nardone Problem solving strategico da tasca, ci serve a comprendere una lezione preziosa: di fronte a un problema, è facile pensare che il problema sia trovare una soluzione. In verità, però, il vero problema è individuare il problema; questo è possibile solo se siamo in grado di scomporre i suoi elementi in modo abbastanza efficace e abbastanza creativo da trovare una strada alternativa.

Nel caso di Alessandro Magno, il condottiero si accorse che il punto non era tanto come assediare la fortezza, ma come scalare le pareti di roccia. Se si fosse concentrato sulle possibili tecniche per l’assedio, cercando un modo per arginare lo svantaggio dettato dalla posizione del sentiero, quasi certamente avrebbe perso.

Il segreto, in questo caso, è fare un passo indietro: invece di cercare una soluzione al problema, bisogna prima di tutto cercare di guardare il problema da punti di vista diversi. Per farlo, può essere di grande aiuto esercitare il proprio pensiero laterale.

Ecco come procedere nella pratica:

  • Sei di fronte ad un problema; prima di risolverlo, devi inquadrare per bene il problema
  • Immagina come un’altra persona potrebbe vedere il problema, dall’esterno
  • Solitamente interpretiamo i problemi sulla base dei nostri pregiudizi, dei preconcetti e spesso lo facciamo ricorrendo a stereotipi; è normale. Analizza uno ad uno gli elementi del problema e assicurati che non siano vittima dei tuoi preconcetti

In quest’ultimo caso, focalizzati su queste parole:

“Se si ha solo un martello, tutte le soluzioni avranno la forma di un chiodo”.
Bill Gates

Il trucco, è pensare che un martello potrebbe essere molto di più – o molto altro – che un semplice martello. Mettiti alla prova con un secondo problema: cerca di risolvere il test di Watzlawick; lo trovi qui:

Dopo averlo risolto, troverai anche degli altri approfondimenti per affinare la tua comprensione e la capacità di affrontare e risolvere problemi.

BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA

 

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