PER CRESCERE UN BAMBINO CI VUOLE UN INTERO VILLAGGIO

Un proverbio africano recita: “per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio“. Pensa a questa frase: quanto è vera nel mondo e nel tempo in cui viviamo? Secondo noi molto poco: la nostra società è caratterizzata da legami deboli, dalla mancanza di tempo da dedicare alle relazioni.

Qualche giorno fa abbiamo proposto un breve questionario per raccogliere le vostre richieste e capire quali temi sviluppare. Diversi lettori ci hanno chiesto di proporre esercizi concreti per l’educazione, pratiche da sperimentare a casa nel “qui ed ora”. Secondo noi, riprendendo il proverbio africano, potresti cominciare da qui: “ricostruisci il villaggio che ti serve per crescere i tuoi bambini“.
Solo così potrai ritrovare un po’ di tempo per te stessa/o senza sentirsi in colpa. Solo così i bambini potranno avere una rete che li sostiene  e condivide valori. Dietro il concetto di comunità educante c’è la divisione del carico mentale. Educare è una questione delicata, si consuma tanta energia. Più siamo ad educare, più il carico è lieve.

Ecco qualche spunto:

  • coltiva le tue amicizie, cercando occasioni per stare insieme con altri adulti e altri bambini;
  • frequenta luoghi di scambio, di confronto e relazione (parchi, associazioni, oratori);
  • nei limiti delle tue possibilità, impegnati a costruire luoghi di scambio (associazioni formali e non, gruppi “children friendly”, etc.);
  • cerca di partecipare alla vita scolastica in modo collaborativo e costruttivo;
  • non temere il confronto educativo; non farà male a te né ai tuoi bambini;
  • accetta che altre persone possano avere idee sull’educazione diverse dalle tue; non sarà questo a danneggiare i tuoi bambini;
  • fai la tua parte: forse non lo sai, ma anche tu sei un’educatrice o un educatore.

Ricorda queste parole (che abbiamo trovato sul bel sito dell’Istituto comprensivo di Pavone):

Comunità è cercare insieme soluzioni condivise ai problemi.
Comunità è asciugare gli occhi di un bambino quando ne ha bisogno, è ridere con lui quando è felice, è aiutarlo e avvolgerlo di sicurezza, ogni giorno.
Comunità è ascoltare ogni voce, ma con rispetto, perché ognuno ha una storia passata ed una storia da vivere“.

FONTI