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La polis di Sparta

La polis di Sparta

Sparta fu una famosa polis greca (insieme ad Atene è una delle due grandi polis della Grecia classica), fondata dalla popolazione dei Dori intorno al 1000 a.C.
La città di Sparta si trovava nella penisola del Peloponneso e non aveva porti o accessi sul mare. Rispetto alle altre polis greche, Sparta non aveva mura difensive e non aveva un’acropoli: era formata da quattro villaggi vicini, uniti da un reticolo di strade. La sua ricchezza derivava dall’agricoltura.
La civiltà di Sparta era divisa in tre classi sociali: gli spartiati, uomini liberi che governavano la polis e prendevano parte alla vita politica, possedevano la terra e combattevano nell’esercito; i perieci, uomini liberi che si dedicavano al commercio e all’artigianato ma non avevano diritti politici; gli iloti, schiavi catturati in guerra, che coltivavano la terra e non godevano di alcun diritto.
A capo della polis c’erano due re, eletti dall’assemblea degli spartiati. Questi sovrani governavano insieme. La polis di Sparta, dunque, era un’oligarchia: il governo era concentrato nelle mani di pochi uomini.
Gli spartiati erano guerrieri formidabili: venivano addestrati all’uso delle armi sin dalla più tenera età e, al compimento del settimo anno, venivano allontanati dalla famiglia e cresciuti in caserme, sotto la guida degli educatori della polis, che avrebbero insegnato loro a leggere e scrivere.
A differenza delle altre polis greche, in cui le donne erano relegate in casa e non godevano di alcun diritto, a Sparta erano libere e avevano un ruolo importante nella vita della città.

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