La guida “Scrivere storie per bambini” è nata nell’ottobre 2016, come risorsa per aiutare gli aspiranti scrittori a muoversi in un mondo bellissimo e complesso. A un anno dalla prima pubblicazione, abbiamo deciso di rinnovare la nostra guida alla scrittura per i più piccoli, aggiungendo i numerosi spunti che abbiamo elaborato in dodici mesi di intensa attività editoriale, di recensioni e di esperimenti letterari.

Attenzione: questo non è WikiHow, ma Portale Bambini. Quindi, non pensate ad un’enciclopedia; questo articolo contiene i suggerimenti e il percorso che noi abbiamo fatto e che ci sentiremmo di raccomandare a un amico. Non è detto che seguire questi consigli vi porterà al premio Andersen; allo stesso modo, potrebbero esserci scrittori che ignorano questi principi ottenendo comunque un gran successo di pubblico e di critica. Secondo noi, però, sono una valida guida.

DIVENTARE UNO SCRITTORE PER BAMBINI

Come si diventa scrittori? Esiste una scuola, un corso o un rituale magico per diventare scrittori per bambini? Ma soprattutto, cos’è uno scrittore?

scrivere storie e racconti per bambini

Proviamo ad illuminare il cammino dell’aspirante scrittore!

La letteratura per bambini: ma cos’è?

Prima di cominciare, perdete due minuti a leggere questo passo di Ferdinando Albertazzi, fisico e scrittore poliedrico. E’ lucido e soprattutto illuminante:

Cosa vuol dire libri per bambini? Non so, ci sono forse libri per cani? Solo perché parlano di cani? No, si può dire che per linguaggio, ma non per temi, solo per linguaggio ci sono libri che possono essere anche per bambini (…) perché se un libro che è preferibilmente destinato ai bambini non funziona anche per gli adulti è un libro da buttare nel cestino”.
Perché allora ci ostiniamo a pensare che i bambini abbiano bisogno di storie per bambini? Nel rileggere di recente alcune delle “Favole al telefono” di Gianni Rodari, ci siamo accorti che, in questi brevi testi, di “mondo bambino” c’è soltanto la capacità estrema di vedere la realtà nel suo più pieno surrealismo, che è denso di significati e poetico, pur tracciando solo poche righe su cui far arrampicare la fantasia.

Perché allora riempiamo dei nostri significati “adulti” un mondo bambino che da noi si aspetta altro, ossia solo lo stimolo a creare e non la creazione filtrata dall’esperienza?
Tante volte, è come se descrivessimo ai bambini una sinfonia di Beethoven come una variazione nella pressione delle onde. Finiamo per appiattire, perché ci siamo appiattiti“.

FORMAZIONE ARTISTICA

Qualsiasi artista, scrittori compresi, deve imparare ad ammirare la bellezza, in tutte le sue forme. Non solo; deve imparare a guardare nel suo cuore, riscoprendo le connessioni tra i suoi sentimenti e il mondo esterno. Lo scrittore geniale non inventa nulla: descrive quello che prova, che vede e che sente. Ogni buon libro nasce da un buon cuore (o da un cattivo cuore guardato dalla giusta prospettiva). La letteratura è interpretazione, sia essa di fatti, idee o sensazioni.  Non esiste una scuola che insegna l’amore per la bellezza né la profondità. Esiste un percorso: la vita. La formazione migliore è quella che passa dalle proprie esperienze e dall’introspezione.

Sicuramente è utile rileggere i classici della letteratura per bambini, da Rodari a Andersen: ciascuno di loro ha dato un’interpretazione di questo mondo e ciascuna di esse merita di essere studiata. Amplia la tua cultura artistica, letteraria, filmica. Però, non fossilizzarti sul passato e sul successo degli altri.

SI SCRIVE PER DENARO O PER PASSIONE?

Solitamente, si scrive per se stessi. La maggior parte di coloro che scrivono per vendere, ottiene risultati mediocri. Di vendita, ma anche letterari. Ci sono alcune eccezioni (Il mago di Oz, peraltro ritenuto da molti un testo mediocre, è stato scritto per racimolare qualche soldo con i diritti), ma di norma un buon libro nasce dall’unione di un sentimento forte e di uno scrittore sufficientemente capace da saperlo imprimere su carta.

Scrivi qualcosa di bello, non qualcosa che possa vendere. Potenzialmente tutto può vendere (dipende da chi organizza la campagna di marketing), ma non tutto può diventar bello.

SCRIVERE UN LIBRO PER BAMBINI

Adesso che lo spirito dell’arte è forte dentro di te, è il momento di metterti all’opera. Ah, già, non si decide a tavolino di scrivere: prima dovrai aspettare l’ispirazione. Potrebbe arrivare mentre fai colazione, sotto la doccia o durante una gita in campagna. Se ti sei allenato a scavare a fondo tra i tuoi sentimenti e a riconoscere la bellezza, non ci vorrà troppo.

Quindi, ecco: un’idea geniale (o almeno, un’idea potenzialmente geniale). Ma come svilupparla? Scrivi, fai scorrere libere le parole sul tuo foglio. Di seguito abbiamo incluso qualche consiglio, una sorta di check list per verificare se la tua opera ha potenziale (premesso che la certezza te la potrà dare solo il pubblico).

ROMANZO, ALBO O RACCOLTA DI RACCONTI?

Quando si parla di libri per bambini, dobbiamo innanzitutto cominciare dal definire il genere: che forma esprime meglio quello che vogliamo comunicare? Ciascun genere presenta delle insidie, come sabbie mobili, a cui prestare particolare attenzione.

Romanzo: occhio alla lunghezza. Se scrivi per la fascia 6-9 anni, superare le 40/50 cartelle editoriali (1800 caratteri spazi inclusi) è follia! Lettori e editori si fermeranno dopo i primi capitoli, ammesso che abbiano il coraggio di cominciare. E occhio anche alla trama, che di fantasy ne abbiamo letti troppi, e pure di alta qualità.

Raccolta di racconti: legateli per bene, o vi scapperanno di mano. Scrivere racconti è affascinante, ma richiede una capacità artistica notevole. Scordatevi di mettere insieme 10/30 fiabe che non centrano nulla le une con le altre. La raccolta dovrà avere un tema forte, indagare un tema e farlo con arte. Non sottovalutare questo genere.

Albo illustrato: fusione di parole ed immagini. Se pensi di realizzare un albo, non sottovalutare l’impatto delle immagini. Gli scrittori che sono anche illustratori, naturalmente, partono in vantaggio (pensate a Leo Lionni): troveranno la forma giusta per le loro parole. In caso contrario, cercate di non “descrivere” in modo troppo esplicito la vostra storia. L’albo nascerà dall’impressione che susciterete nel suo illustratore, da quell’alchimia magica che è la fusione di parole ed immagini.

LA MIA TRAMA È INTELLIGENTE?

Spesso si scrive sull’onda delle emozioni, di un’idea fugace. E’ giusto, anzi, sacrosanto. Tuttavia, la trama è importante. Per cui, a metà dell’opera come alla fine, prendi un foglio e traccia le linee della tua trama. Qualcuno si trova bene con una mappa concettuale, altri con degli schizzi. Non è importante il modo con cui lo farai, ma devi avere sotto gli occhi l’intera trama del tuo racconto.

Analizzala come fosse una cavia di laboratorio, o il tuo scontrino della spesa. Falla a pezzettini, interrogala, falla esaminare a qualcuno. E’ difficile ammettere i propri errori, ma devi trovarli e metterci una pezza sopra. Se la trama non è eccellente, il libro intero sarà mediocre. Con le raccolte di fiabe e racconti è un po’ più complicato: oltre ad analizzare i singoli racconti bisognerà valutare la miscellanea nel suo insieme. E’ un abbinamento fortunato? C’è un filo conduttore? Quale?

CONSIGLI DI STILE

No alla morale: lasciamola ai moralisti. I giovani lettori devono essere conquistati con arte e romanticismo, non istruiti. Per quello c’è già la maestra. Anzi, facciamo una bella cosa: sdoganiamo tutti quei temi solitamente nascosti ai bambini e smettiamola di scrivere come se il loro fosse un mondo dorato popolato solo da unicorni (non che una storia a base di unicorni non possa essere straordinaria, noi le adoriamo).

No alle storie sulle emozioni: non le vogliamo. Tu leggeresti mai la storia di “Ciccino, il pannolino che ci fece scoprire l’amicizia”? Noi no. Ce ne arrivano da recensire ogni giorno e finiscono nel cestino ancor prima di leggerli. Le emozioni nascono da un buon romanzo, da una narrazione che ti tiene col fiato sospeso, non dall’inserire la parola “amicizia”o “rabbia” tre volte ogni cento parole.

scrivere storie per bambini

Pensate a Miyazaki: nei suoi racconti fantastici, le emozioni dominano, senza che nessuno ne parli!

Quindi: se sei un pedagogista e vuoi insegnare con il tuo libro, benissimo. Ma non sarà un bel libro. Sarà il compendio dei tuoi corsi o laboratori. E se pensi di insegnare ai bambini cosa fare e come vivere, forse lo scrittore per i più piccoli non è la tua strada (magari però saresti un ottimo direttore d’orchestra, o un buon orafo; le due professioni sono scelte a caso).

Leggi “Grammatica della fantasia” di Gianni Rodari. E’ un libro per educare i futuri scrittori all’arte della fantastica. Anche i manifesti del surrealismo sono una buona lettura, a prescindere da quello che poi sarà il tuo stile. E’ importante però sapere chi ha saputo innovare in questo campo, e come.

Sii semplice e divertente: i bambini sono bambini, non stupidi! Vogliono leggere avventure divertenti ed emozionanti, possibilmente senza passare la giornata sul vocabolario, manco fosse una versione di greco da terza liceo. Semplicità e coinvolgimento, però, devono essere in equilibrio.

Il test: fai leggere il tuo testo ad un adulto (possibilmente non a tuo fratello o al tuo migliore amico; sarebbero di parte, nel bene o nel male). Un buon libro per bambini si lascia leggere in allegria anche da un grande.

PUBBLICAZIONE

Dopo aver scritto un buon testo, manoscritto alla mano, dovrete trovare un editore disposto a pubblicarvelo. Oppure, tentare la via del self-publishing. Ogni strada ha pregi e difetti. Cerchiamo di scoprirli insieme, oltre ad un elenco di editori che potreste contattare.

CASE EDITRICI PER BAMBINI

La scelta per eccellenza per chi vuole pubblicare. Arrivare ad una casa editrice non è semplicissimo, ma nemmeno impossibile. In questa pagina abbiamo raccolto alcune case editrici per bambini che potreste contattare per sottoporre loro il vostro manoscritto.

Scegliete la casa editrice giusta. Scegliete quella che faccia germogliare con cura i frutti del vostro lavoro.

Questa lista non ha la pretesa di essere esaustiva: potremmo aver dimenticato qualche editore validissimo semplicemente perché non abbiamo mai letto i suoi testi. In un campo immenso come quello dell’editoria non sarebbe affatto strano!

Babalibri
Biancoenero edizioni
Camelozampa
Dami editore
Edizioni Lapis
Fatatrac
Gribaudo
Il castello editore
Notes edizioni
Salani editore
Topi pittori

PRESENTARE IL MANOSCRITTO A UN EDITORE

Presentare il vostro manoscritto è il primo passo verso la pubblicazione. Una premessa è doverosa: gli artisti sono spesso lunatici e disorganizzati. La maggior parte degli editori vi odierà profondamente per questo. O meglio: saranno disposti a passarci sopra, se avete un manoscritto che in confronto Harry Potter è cartaccia. In caso contrario, sarete cestinati all’istante.

Quindi: via quell’aria da artista anticonvenzionale. Pensate a presentarvi bene e a dare una piccola lucidata al vostro manoscritto. Evitate gli errori ortografici, realizzate una buona sinossi e consegnate un file leggibile e ordinato.

SELF-PUBLISHING

Il self-publishing soffre ancora di una profonda aura di artigianalità dilettantistica. Chi pubblica in self-publishing è uno che non ce l’ha fatta, si è dovuto accontentare e ha messo su un libro “un po’ così”. Ma sarà vero?

Nulla di più sbagliato: il self-publishing, però, significa diventare imprenditori. Significa progettare la veste editoriale del libro, rivolgendosi a grafici, editor e altri esperti freelance per colmare le proprie lacune. Significa stilare un piano marketing dettagliato, organizzare una campagna stampa, stabilire quanto spendere per ciascuna voce. Sì perché il vostro libro non si promuoverà da solo; spesso non ci riescono nemmeno blogger con centinaia di migliaia di lettori.

Tra le competenze che abbiamo citato qual è quella fondamentale? Secondo noi, la comunicazione: per tentare la via dell’autopubblicazione dovete essere comunicatori coi fiocchi. Non nel senso di saper postare su Facebook (quello ormai lo sa fare anche il gatto di casa) ma di saper individuare una linea di comunicazione vincente, uno stile unico e riconoscibile e le sue declinazioni in vari ambiti.

Se non siete amanti dell’imprenditorialità, se non sapete da dove partire con un cronoprogramma dettagliato o uno studio del mercato, se marketing per voi è il corso “diventa milionario in tre giorni” lasciate perdere: il self-publishing vi farà vendere 20 copie (una per ciascun parente/amico). Al contrario, se siete disposti ad investire tempo e denaro sul vostro libro, rendendolo la vostra impresa, valutate questa strada: regala grandi soddisfazioni a chi la percorre con questo spirito.

Sintesi estrema: se scegliete il self-publishing non sarete autori emergenti. Diventerete una micro casa editrice, con oneri e onori del caso.

EDITORI A PAGAMENTO O NON A PAGAMENTO?

Da anni ormai il mondo è infestato da editori a pagamento: quelli che “ha scritto un capolavoro, per 4000€ glielo pubblichiamo dopodomani” oppure “certo che non siamo a pagamento, però per pubblicarla dovrebbe acquistare 2000 copie del suo libro”.  Non è un crimine mandare avanti una casa editrice in questo modo: finché il mondo sarà pieno di allocchi ci saranno anche i cacciatori. Però, scegliere un editore a pagamento significa accettare, consapevolmente o meno, di diventare l’arrosto domenicale di questi cacciatori.

Secondo noi quello degli editori a pagamento è un non-problema: esiste il self publishing, ed è gratis. Quindi, se non volete passare dall’editoria tradizionale, rimboccatevi le maniche e diventate stampatori e imprenditori di voi stessi. Oppure, continuate a scrivere e inviare agli editori: se il vostro testo merita, ce la farete.

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