scuola parentale e istruzione parentale

Hai mai sentito parlare di “homeschooling” o di scuola parentale? Questo fenomeno, suscita sempre più interesse in Italia: l’idea di educare privatamente, a casa, i propri figli, specialmente in un momento non facile per la scuola italiana, è una possibilità che fa gola. In questo articolo approfondiamo questo tema, le possibilità e gli obblighi previsti dalla legge e i suggerimenti degli esperti.

COS’È LA SCUOLA PARENTALE

La scuola parentale (detta anche “homeschooling” o “istruzione parentale”) è la scelta di una famiglia, o di un gruppo di famiglie, di provvedere autonomamente all’istruzione dei propri figli. L’insegnamento può essere impartito da mamma e papà, oppure da un educatore privato.

La possibilità di educare i propri figli a casa è garantita dalla Costituzione: l’Art. 33, che richiamiamo qui sotto, ci spiega con chiarezza che qualsiasi privato ha la possibilità di costituire una scuola o un istituto educativo.
La scelta di educare a casa i propri figli, dunque, è una scelta legale, lecita e addirittura prevista dalla nostra Costituzione, a patto che i ragazzi prendano parte agli esami di Stato.

Articolo 33
“L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento.
La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.
Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.
La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali.
E` prescritto un esame di Stato per l’ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l’abilitazione all’esercizio professionale.
Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato”.

LE INDICAZIONI DEL MIUR E GLI ESAMI DI FINE ANNO

Il Miur preso atto della possibilità di un’istruzione parentale, ha determinato alcune semplici regole per disciplinarlo. In sostanza, gli adempimenti per i genitori che intendono avviare una scuola parentale sono:

  • La comunicazione di tale volontà al dirigente scolastico della scuola più vicina alla famiglia.
  • La dimostrazione a tale dirigente scolastico che la famiglia ha le competenze tecniche (o le possibilità economiche) per sostenere tale scelta
  • Il sostenimento, ogni anno, di un esame di idoneità alla classe successiva

Ecco il testo che è possibile trovare sul sito ufficiale del Miur:

“I genitori o gli esercenti la potestà parentale, che intendono provvedere in proprio all’istruzione di minori soggetti all’obbligo di istruzione, devono rilasciare al dirigente scolastico della scuola viciniore un’apposita dichiarazione, da rinnovare anno per anno, circa il possesso della “capacita tecnica o economica“ per provvedervi. Il dirigente scolastico ha il dovere di accertarne la fondatezza.
A garanzia dell’assolvimento del dovere all’istruzione, il minore e tenuto a sostenere un esame di idoneità all’anno scolastico successivo”.

Rispetto all’educazione pubblica impartita dal sistema scolastico, dunque, dovrà essere sostenuto un esame ogni anno, mirato a verificare che i ragazzi istruiti a casa abbiano un livello di istruzione assimilabile a quello degli altri.

EDUCAZIONE PARENTALE IN ITALIA: I NUMERI

I dati diffusi dal Miur per l’anno 2014-2015 indicano come l’educazione parentale sia ancora un fenomeno di nicchia: i minori istruiti privatamente erano 945; per avere un ordine di grandezza, in Inghilterra i ragazzi istruiti a casa sono stati 70 000. Si tratta però di un fenomeno destinato ad aumentare.

PREGI E DIFETTI DI UN’ISTRUZIONE PARENTALE

L’istruzione parentale permette di:

  • Vigilare in modo costante e attento sull’apprendimento del figlio
  • Progettare un percorso didattico in autonomia, personalizzandolo sulle esigenze del proprio figlio
  • Evitare il caos di una classe pollaio con esigenze profondamente diverse (stranieri, studenti con DSA, studenti con problemi familiari, culturali o socioeconomici)
  • Stabilire da sé le attività didattiche e le loro modalità di svolgimento

D’altro canto, la scelta di una scuola parentale solleva alcuni dubbi e criticità; in particolare:

  • Esclude il bambino dal gruppo dei pari
  • Evita il confronto con autorità diverse da quella dei genitori
  • Rende la socializzazione più difficoltosa
  • Rende il distacco dai genitori più difficoltoso
  • Esclude il bambino dal confronto con la diversità

 

   

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