Una stanza piena di paglia e sabbia

Chi trascorre tanto tempo con i bambini sa bene quanto gli piace manipolare i materiali che trovano, stropicciarli, spostarli da un contenitore all’altro, lanciarli, nasconderli dentro qualche oggetto. Sono le idee che si trovano alla base dei giochi dei travasi, delle esperienze all’aperto, dei bambini che ridono saltando sui covoni di fieno.

Una pedagogista tedesca, Ube Strub, ha ideato uno spazio in cui i bambini possono giocare liberamente con la sabbia e con la paglia: si tratta della Strandgut. La stanza della sabbia è quella della motricità fine, il materiale viene fatto cadere granello per granello aiutandosi con conchiglie, contenitori e piccoli attrezzi per smuoverla. Al contrario, la stanza della paglia è predisposta per attività di motricità di grande settore: si possono lanciare paglia e morbide palline, si può spostare la paglia con carriole, ci sono panche e cassoni. Se la sabbia si lavora esclusivamente con le mani, la paglia interessa soprattutto l’equilibrio e il movimento del corpo.

Le regole delle due stanze – La paglia si può lanciare, la sabbia no. Non si portano i materiali da una stanza all’altra. Si tratta di un ambiente guidato, in cui il bambino può dare sfogo, in libertà, ai suoi bisogni fondamentali come quello di muoversi, quello di costruire e quello di distruggere. E’ una piccola oasi di pace

LA NATURA, ANCHE IN CITTÀ

Immaginate se in tutte le città ci fosse uno spazio del genere: immaginate che bello poter portare i bambini a giocare tra i covoni di fieno senza doversi allontanare troppo dalle nostre metropoli (non che non ci si debba allontanare, anzi, la natura è sempre consigliata per le vostre gite; ma durante la settimana è difficile farlo!).

Giocare con la paglia, con la sabbia e con i vari attrezzi è una di quelle attività che spesso vengono definite “montessoriane” (abbiamo scritto mesi fa una bella guida in cui spieghiamo quali sono le attività montessoriane e quali invece sono solo ispirate al metodo o ai suoi principi), ma sarebbe più corretto parlare di pedagogia della natura,  ovvero la convinzione che i bambini debbano recuperare il rapporto perduto con l’ambiente naturale.

 Ci sono studi che dimostrano come passeggiare all’aperto riduce i livelli di stress, di come la presenza della natura nella nostra vita stimoli abilità cognitive come l’attenzione e la concentrazione e di come rassereni l’animo. La pedagogia della natura ritiene che non basti una domenica al mese passata in campagna: la natura deve rientrare nelle nostre case, nelle nostre scuole e nelle città!

UNA SOLUZIONE PER L’ANIMAZIONE, NON UN’ALTERNATIVA!

Una nota importante: queste stanze sensoriali, per quanto provino a ricostruire un ambiente naturale non saranno mail la stessa cosa. Dunque, non andrebbero intese come sostituti della natura e delle attività all’aria aperta, ma esclusivamente come un momento ludico diverso dal solito, come esperienza di qualità.