COMBATTIAMO GLI STEREOTIPI, COMINCIANDO DALL’INFANZIA

Amalia Ercoli-Finzi è stata la prima donna in Italia a laurearsi in ingegneria aerospaziale e nonostante i suoi 80 anni si dedica alla scienza con grande passione, dirigendo il progetto Rosetta, che studia le comete. La Professoressa Ercoli si batte da sempre contro il pregiudizio che ostacola le donne nelle carriere scientifico/tecnologiche. Ma come si può superare una volta per tutte lo stereotipo?

Bisogna cominciare dall’infanzia: Fin da piccole, ben prima dell’iscrizione all’università. Già da ragazzine devono essere consapevoli che nessuna strada è loro preclusa. Per aiutarle bisogna eliminare gli stereotipi, perché le barriere sono soprattutto di tipo culturale, se non si iscrivono a facoltà scientifiche non dipende certo dalle loro capacità.
Sarà banale, ma a una bambina va regalato un meccano insieme a una bambola, vanno aboliti tutti gli stereotipi di genere, si deve iniziare da lì
“.

Anche la Ercoli ha subito lo stereotipo: la sua famiglia non ha mai visto di buon occhio la sua passione per la meccanica e per l’ingegneria: Non me lo lasciavano fare, ma io mi sono imposta. Comunque questo della scoperta e della curiosità è un discorso che vale anche per i ragazzi: bisogna lasciare che maneggino le cose, che le rompano per poi riaggiustarle. Purtroppo oggi c’è il concetto che per avviare qualunque macchinario basti schiacciare un bottone, invece bisogna incoraggiare bambine e bambini a sperimentare come funzionano le cose, aprendole e magari rompendole. Io facevo così e mi avanzava sempre qualche pezzo“.