Perché il cane e il gatto sono nemici

perché il cane e il gatto sono nemici

Perché il cane e il gatto sono nemici

Fiaba cinese. Testo (a cura di): Alessia de Falco, Matteo Princivalle

Molto tempo fa, in Cina abitava una coppia di sposi che possedevano un anello magico. Quei due non dovevano preoccuparsi, perché l’anello faceva trovare loro tutto il cibo e le ricchezze di cui avevano bisogno per viver bene.
L’uomo e la donna però, non sapevano che la loro fortuna dipendesse dall’anello e un giorno lo vendettero per pochi soldi. Da quel momento, divennero sempre più poveri.
La coppia aveva un cane e un gatto, che a causa della povertà non mangiavano da giorni.
A quei tempi cani e gatti erano ancora buoni amici.
«Dobbiamo fare qualcosa o moriremo di fame» disse il gatto.
«Dobbiamo recuperare l’anello che hanno venduto i nostri padroni» rispose il cane, che era al corrente dei suoi poteri.
«Ma è impossibile. I padroni l’hanno venduto a un uomo che vive dall’altra parte del fiume.»
«Vieni con me; insieme riusciremo a riportare indietro l’anello» disse il cane.

Le sue parole piacquero al gatto e i due arrivarono in riva al fiume.
Il gatto non sapeva nuotare, così il cane lo aiutò, trasportandolo sulla propria schiena.
Trovarono la casa in cui si trovava l’anello e il gatto entrò da una finestra per riprenderlo, ma uscì poco dopo dicendo: «Non posso prendere l’anello; il suo nuovo padrone lo ha messo al sicuro in un piccolo scrigno di legno.»
Il cane ci pensò su e trovò una soluzione: «Cerca un topolino e digli così: – Sono il nuovo gatto di casa e ho il compito di uccidere tutti i topi. Ma se mi aiuterai a fare un buco nello scrigno e a prendere l’anello che c’è dentro, farò finta di non vederti e potrai vivere tranquillo.»
Il gatto fece come gli aveva detto il cane e catturò un topolino, che accettò di aiutarlo.
Il topolino si arrampicò fino allo scrigno e cominciò a rosicchiare; non si fermò finché non ebbe ricavato un buco abbastanza largo da permettere al gatto di infilarci dentro la sua zampa per recuperare l’anello magico.
Il gatto tornò dal cane con l’anello, attraversarono di nuovo il fiume – il cane in acqua e il gatto sulla sua schiena – e ripresero la via del ritorno.
Erano quasi arrivati al loro villaggio quando incontrarono un muro di sassi.Il gatto saltò sul muro, ma il cane non era capace di arrampicarsi e gli disse: «Vai tu per primo, da’ l’anello ai padroni e raccontagli del suo potere; io farò il giro e cercherò una passaggio.»

Il gatto scavalcò il muro e tornò a casa facendo le fusa. Consegnò l’anello ai padroni e disse loro: «Ho affrontato mille pericoli per riportarvi questo anello; è magico e non dovrete mai più venderlo.»
I padroni fecero mille feste al gatto e da quel giorno lo fecero vivere in casa insieme a loro e da quel giorno lo trattarono con grande rispetto.
Il cane tornò alcune ore più tardi. Anche lui si presentò dai padroni scodinzolando, perché sperava di essere ricompensato. Ma il gatto si era preso tutto il merito e i padroni si infuriarono con lui: «Dov’eri scappato, scansafatiche? Avresti dovuto aiutare il gatto, invece di gironzolare per la campagna.»
I padroni non vollero sentire ragioni e da quel giorno fecero dormire il cane in cortile, dentro una cuccia di legno.
Da quel giorno tra cani e gatti non corre buon sangue.

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