I social network non sono un luogo legato esclusivamente all’odio, alla cattiva politica e alla disinformazione. Sono uno strumento di comunicazione capace di veicolare anche messaggi virtuosi. L’esempio è la TrashTag Challenge. In questi giorni, decine di giovani in tutto il mondo si stanno sfidando a ripulire il pianeta.
A 10 giorni dal lancio sono più di 400.000 i post pubblicati da utenti che hanno raccolto la sfida: una grande comunità internazionale che si è mossa intorno a un ideale comune: rendere il nostro pianeta un posto migliore attraverso un piccolo gesto di impegno civile.

La TrashTag Challenge (per la quale è stato lanciato l’hashtag #TrashTag) rappresenta un esempio di comunicazione virtuosa: ci ha dimostrato che tutti noi abbiamo il potere di trasformare la casa virtuale che frequentiamo (social media e browser innanzi tutto) in un motore culturale e sociale. Accanto alle tonnellate di rifiuti che sono stati raccolti, ci piace pensare che anche le piazze virtuali siano state ripulite, così come sta accadendo in questi giorni per i Fridays for future e i movimenti per opporsi al cambiamento climatico: esempi di comunicazione spontanea e impegnata.

La TrashTag Challenge ci rende ottimisti verso il futuro del mondo digitale: un mondo che finora è stato mosso da ideali sostanzialmente mercantili (così come la generazione che li ha utilizzati e governati finora, la stessa generazione contro cui Greta Thunberg si è scagliata con durezza), ma il cui destino è tutto da scrivere.
Raccogliamo questo esempio: mettiamoci all’opera per ripulire le piazze e le strade, i parchi e i boschi ma soprattutto per ripulire le nostre vite dalla deriva comunicativa nella quale siamo – chi più, chi meno – scivolati in questi anni. Riscopriamo il piacere di comunicare con passione, intelligenza; riscopriamo il valore degli ideali, nella vita tanto quanto sul web.

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