TROPPE LODI FANNO MALE

L’autostima è un elemento fondamentale per crescere e vivere bene. Non è un caso che negli ultimi decenni si sia sviluppato un vero e proprio “movimento per l’autostima”, cultura abbracciata anche da esponenti autorevoli del mondo scientifico (l’autostima è uno dei tre pilastri dell’educazione di Paolo Crepet, per fare un esempio) ma che rischia di essere fraintesa.

Infatti, molti genitori hanno inteso il bisogno di autonomia come un bisogno di ricevere lodi e complimenti sempre e comunque, a prescindere dal merito effettivo. Errore. La psicologa Alessia Agliati, docente di pedagogia interculturale all’Università Bicocca di Milano sostiene che: “Se l’adulto si sostituisce continuamente al bambino stimandolo e lodandolo, non lascia al piccolo lo spazio necessario per verificare in autonomia l’esito delle sue azioni, e costruire dentro di sé questi criteri. Lasciamo ai bambini il tempo e lo spazio per dire a se stessi: ho raggiunto un obiettivo, quindi se ce l’ho fatta vuol dire che sono una persona capace, che ce la fa. È sui piccoli successi quotidiani che si costruisce l’autostima, non sulle lodi degli adulti”.

Le lodi, in altre parole, dovrebbero essere spese solo quando sono motivate. Se il bambino raggiunge un traguardo, è giusto lodarlo. In questo modo lo aiutiamo a costruire la propria autostima. Anche l’impegno può essere lodato.

Le lodi immotivate (e soprattutto le lodi spese di fronte ad un insuccesso), al contrario, producono l’effetto opposto: il bambino, nella sua intelligenza, si chiederà perché sta ricevendo dei complimenti di fronte a un fallimento. In questo modo si distrugge la capacità del bambino di autovalutarsi e lo si rende dipendente dal giudizio degli altri. Questa dipendenza e, a lungo andare, finisce per distruggere l’autostima.

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