UN DETTATO AL GIORNO TOGLIE GLI ERRORI DI TORNO

Un dettato al giorno toglie gli errori di torno. Almeno, così la pensano in Francia, dove qualche tempo fa, il Ministro dell’Istruzione, annunciò di voler reintrodurre nelle scuole francesi qualche esercizio quotidiano di dettatura. Ma sarà proprio così?

Elisa Farina, autrice de “Il dettato nella scuola primaria. Analisi di una pratica di insegnamento” (Franco Angeli) ha evidenziato numerosi benefici del dettato ortografico, ma anche qualche lacuna: ad esempio, il fatto che lasci scarsa autonomia agli studenti, dipendenti dall’intonazione e dal timbro della maestra. L’autrice, inoltre, suggerisce di utilizzare come dettati liste della spesa, elenchi e note prese dalla vita quotidiana. L’idea di fondo è quella (sostenuta da numerosi studi scientifici) che si impara meglio se si scrive nei contesti reali.
Raffaele Mantegazza, docente di Pedagogia generale all’Università di Milano-Bicocca, ci da un suggerimento prezioso: mai fossilizzarsi su una sola tecnica. Il dettato è utilissimo, a patto di inserirlo all’interno di una serie di esercitazioni e tecniche didattiche ad ampio spettro.

Insomma, se sei tra coloro che negli ultimi tempi si è schierato a favore dei “dettati ogni giorno”, pensa in grande: dettati sì, ma anche molto altro. Il fine, del resto, è padroneggiare una lingua, non un singolo esercizio.

Resta ferma l’importanza dell’ortografia e della forma. A tutti coloro che la pensano diversamente, suggeriamo di leggere questa testimonianza di Adele Corradi, maestra elementare e collaboratrice storica di Don Lorenzo Milani:

“Quando insegnavo”, racconta, “veniva fatto anche  a me di domandarmi se valesse la pena di perder tempo dietro all’ortografia, perché anche ai miei tempi esistevano problemi più importanti. Se l’importante è capirsi, mi dicevo, non si può sostenere che una frase diventa incomprensibile se c’è  una “a” senza “acca” o un “quore” con la “q”. Arrivata a Barbiana domandai a don Lorenzo se pensava che l’ortografia fosse importante. Lui mi rispose che gli errori di ortografia servivano a riconoscere i poveri”.
(Famiglia Cristiana, 24/09/2015)

Secondo noi la scuola deve essere una fabbrica di ricchezza, laddove ricchezza è contrastare la sciatteria. Anche quella ortografica.