L’UOMO NOBILE D’ANIMO NON E’ UN UTENSILE

Cosa succede quando la scuola si dimentica di coltivare l’anima dei suoi studenti e punta invece sulla professionalizzazione? Per dirla con Confucio, smette di educare degli uomini saggi e decide di sfornare degli “uomini-utensili”. Uomini la cui unica qualità è legata al loro ruolo professionale e che, in assenza di quella professionalità, sarebbero annientati.

L’uomo nobile d’animo non è un utensile. Un autentico jungzi (un uomo saggio e nobile d’animo, secondo la tradizione confuciana) non si porrà mai come obiettivo la ricerca di un ruolo sociale adeguato alle proprie qualità professionali, ma partirà invece dalla coltivazione interiore, dal perfezionamento di ciò che gli sta più vicino, dal suo animo.
È bene ricordare che gli uomini sono creature strane, dato che è il loro pensiero a decidere le azioni, il che, come abbiamo già visto, significa che è l’atteggiamento a determinare tutto. In questa società le cose che facciamo ogni giorno sono pressoché le stesse, ma le interpretazioni che ne diamo sono diverse per ciascuno“.

Si tratta di uno spunto di riflessione importante, che dovrebbe guidarci verso una vita più consapevole: impariamo a coltivar-ci, a prendere a cuore la nostra individualità, i nostri ideali e il nostro mondo interiore.

Naturalmente queste parole non intendono distaccarci dalla professionalità: anche la vita lavorativa è una parte importante del nostro tempo, che merita di essere coltivata. Tuttavia, non può e non deve essere l’unica.

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