L’autostima è il processo che porta ciascuno di noi ad attribuire un valore a se stesso. Essa è:

  • soggettiva: l’autostima non dipende da una serie di fattori oggettivi (successi e fallimenti, esperienze di vita, etc.) ma esclusivamente da come ciascuno di noi li rielabora per attribuirsi un giudizio;
  • mutevole: l’autostima cambia in continuazione, sulla base del vissuto personale e di come ciascuno di noi lo rielabora.

Lo psicologo Fabrizio Battistelli ha evidenziato come l’autostima non sia un fenomeno unitario, ma un “insieme di giudizi valutativi”. William James, invece, l’ha definita come discrepanza tra sé percepito e sé ideale. In entrambe le definizioni emerge però il ruolo fondamentale del giudizio che noi ci attribuiamo, sia esso un insieme di giudizi o una più generale “percezione”.

Il giudizio che diamo a noi stessi si basa su:

  • fattori sociali, ovvero i feedback che riceviamo dalle persone che frequentiamo e dal mondo su di noi. Nella formazione dell’autostima spesso i fattori sociali prevalgono, in quanto rappresentano nella nostra mente ciò che il mondo pensa di noi, al punto tale da influenzare i fattori cognitivi;
  • fattori cognitivi, ovvero le nostre conoscenze e le abilità mentali attraverso cui formuliamo valutazioni e risolviamo compiti e problemi. Sono i fattori che ci aiutano a scegliere se accettare o meno un compito (“Non posso saltare così lontano”, “Dovrei farcela in pochi minuti” etc.) riproducendo un modello mentale delle nostre potenzialità;
  • fattori affettivi, che influenzano la nostra capacità di elaborare sentimenti, emozioni e convinzioni; benché non formulino un giudizio a sé, questi fattori sono molto potenti nell’influenzare le rappresentazioni che ci facciamo attraverso i primi due.

Abbiamo riassunto le principali caratteristiche dell’autostima in questa mappa concettuale:

autostima

L’autostima è essenziale per lo sviluppo di una personalità sana ed armoniosa; da essa dipendono le scelte di vita di ciascuno di noi così come il benessere individuale. Come sottolinea John Rawls: “l’autostima include il senso che una persona ha del proprio valore, la sicurezza che le proprie valutazioni e progetti sono validi e la convinzione della propria capacità di realizzarli. Se pensiamo che i nostri progetti non abbiano valore, non possiamo considerarli con piacere, né trarre soddisfazione dalla loro realizzazione”. 

Ecco i tratti caratteristici delle persone con alta autostima:

  • sanno dare il giusto peso ai giudizi degli altri;
  • imparano dagli errori e dalle sconfitte, senza abbattersi;
  • si considerano alla pari degli altri;
  • rispettano e pretendono rispetto;
  • quando serve, sanno dire di no.

L’autostima, nonostante la mole di libri e letture in materia, non si può insegnare o imparare in modo diretto: una scuola di autostima è destinata a fallire, almeno se la intendiamo come un insieme di regole e precetti da seguire pedissequamente. Questo comporta un serio problema per gli insegnanti e gli educatori, ma anche per chi ha intrapreso un percorso di crescita personale: come fare a potenziare l’autostima?

LABORATORI DI EDUCAZIONE CREATIVA© SULL’AUTOSTIMA

APPROFONDIMENTI

Per potenziare l’autostima di chi ci sta intorno dobbiamo cominciare dalla comunicazione (e sulla comunicazione non verbale): spesso commettiamo errori di comunicazione che influiscono negativamente sull’autostima degli altri. Puoi approfondire questo tema leggendo il nostro esercizio per rimuovere le barriere alla comunicazione.

Esiste una differenza significativa tra autostima e fiducia in se stessi; questa è stata evidenziata dallo psicoterapeuta Jesper Juul.  Ne abbiamo parlato nel nostro articolo sulla differenza tra autostima e fiducia in se stessi. Tale differenza è rappresentata bene dalla metafora dell’albero.

Secondo lo psichiatra e sociologo Paolo Crepet, l’autostima è uno dei tre pilastri dell’educazione, insieme all’autonomia e alla creatività.

Nulla è più dannoso per l’autostima dei bambini e dei ragazzi dello scherno e dei nostri giudizi. Ne abbiamo parlato a più riprese: “Mai schernire i propri figli“, “Giudicare un bambino può distruggerlo“, “Con i bambini non si fanno paragoni“). Naturalmente, queste considerazioni valgono anche per gli adulti.

FONTI

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