Chi ha paura dei compiti? Come farli fare e controllarli.

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Il Compitometro e altri spunti originali se i bambini non fanno volentieri i compiti

ETÀ: 6-11 anni

I compiti, questo nemico terribile. Ci hanno rovinato le domeniche e l’ultimo mese di vacanza. Eppure, di abolirli non si parla proprio. Anzi, molto psicologi ed educatori ne sostengono l’importanza. Ma cosa c’è di buono nei compiti?

  • i compiti insegnano il senso del dovere e della responsabilità
  • il problema non è se i compiti sono perfetti o meno. E’ importante che il bambino ce l’abbia fatta, che abbia perseverato e concluso il suo compito
  • imparare a fare i compiti vuol dire imparare a gestire la frustrazione, a non fare solo ciò che piace

E allora, vediamo come si possono aiutare i bambini a lavorare meglio e soprattutto in modo più responsabile.


La regola del tè e dei biscottini

E’ inutile dire ai bambini che i compiti sono divertenti, non ci crederanno e l’unica cosa che possiamo ottenere è una gran confusione nella loro testa. Non serve nemmeno fare i compiti al posto loro, perché così non imparano ad assumersi le proprie responsabilità. aiutare i bambini a fare i compiti

Invece, una buona soluzione pratica è quella di trasformare il momento dei compiti in un rituale. Il bambino è abitudinario, per cui avere uno spazio e un tempo sempre uguale lo rassicurerà. Dove e quando si fanno i compiti non è un dettaglio, è importantissimo! Scegliete un posto per i compiti e cercate di farli fare sempre nello stesso momento della giornata (es. sabato mattina).

I genitori possono aiutare notevolmente; basta essere accoglienti. Ad esempio, portare il tè coi biscotti a un bambino che fa i compiti. O una spremuta d’arancia. Insomma, non un premio ma un piccolo rinfresco che il bambino può associare allo sforzo di lavorare. Questo lasciandogli però la possibilità di concentrarsi. Essere accoglienti è il modo migliore di infondere sicurezza e aumentare la motivazione.

Prima o poi i bambini forzeranno quest’abitudine e proveranno a chiedervi il tè anche di domenica. La cosa migliore è però lasciare la magia dello spazio-compiti allo spazio-compiti. Quindi la cosa migliore è un po’ di fermezza.

Arrabbiarsi non serve

Ci stressiamo noi genitori e il bambino diventerà più insicuro. Non c’è davvero nessuna buona ragione per arrabbiarsi a causa dei compiti. Resistete anche alla tentazione di completare voi i compiti che mancano o correggere ogni errore: è importante che il bambino diventi responsabile di quello che ha fatto.

Stabilire un momento specifico per fare i compiti serve anche a questo: si evitano le sfuriate dell’ultimo minuto perché ci siamo accorti che mancava qualcosa.

Il Compitometro: auto-controllare i compiti in modo spiritoso

E’ la nostra soluzione “da battaglia”, si tratta di un tabellone con i vari giorni della settimana. Alla sera, dopo cena, è il momento di compilare il Compitometro: il bambino controlla i compiti che ha fatto e decide che valutazione assegnarsi. Si possono usare delle faccine colorate, dei simboli o quello che volete. Nascendo come gioco conviene cercare di renderlo un momento da vivere insieme, un momento di condivisione.

Il Compitometro ha alcune funzioni che lo rendono una strategia creativa efficace:

  • stando alle regole, è il bambino che si autogestisce le valutazioni; questo è importante per la sua autostima e per la sicurezza
  • chiedetegli perché si è dato un giudizio piuttosto che un altro: stimolerete il suo senso critico
  • con la scusa di un gioco potrete controllare ogni sera che abbia portato a termine i suoi compiti (e in caso intervenire in tempo utile)
  • si può sfruttare per eseguire il noioso controllo dei compiti giocando

Prepara il tuo compitometro

1) Comincia prendendo un foglio di carta o cartoncino. Noi abbiamo usato un foglio da disegno A3, ma può andar bene qualsiasi formato.
2) Scegli dove appenderlo: in cameretta o in cucina? Questo dipende molto dagli spazi che usate di solito. Se dopo cena i bambini vanno in camera ha senso metterlo lì, altrimenti è meglio una posizione più centrale.

bambini che non fanno i compiti
Il compitometro è una scheda giornaliera su cui assegnare una valutazione ai compiti fatti ogni giorno. Un modo giocoso per controllarli, stimolando il pensiero critico

3) Scegliete che simboli usare per valutare i compiti. Vanno bene i personaggi di un cartone o qualsiasi cosa attiri l’attenzione dei bambini e la loro curiosità. Magari, una forma che non sia troppo complessa.
4) E’ il momento di usarlo: ogni sera si fa un controllo e si segna l’autovalutazione corrispondente. Mi raccomando, la riflessione critica va molto bene ma non dite voi al bimbo come giudicarsi.

Esercizio per genitori coach: trasformiamo il momento dei compiti in uno spazio di attività creativa e stimoliamo la riflessione e il senso critico

Con gli esercizi precedenti del percorso genitori coach abbiamo imparato i giochi che rilassano i bambini, ma anche soluzioni creative per evitare i capricci e per i bambini che non vogliono mangiare. Questa volta mettiamo insieme le due cose: per affrontare con successo i compiti serve un ambiente rilassante ma anche tanta fantasia. Vi sentite pronti per sperimentare il Compitometro?





a cura di Alessia de Falco e Matteo Princivalle

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