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Curiosità sul mare

Scoprite tante incredibili curiosità sul mare.

10 Curiosità sul mare

È grazie ai mari e agli oceani che possiamo respirare: tutti sanno che le piante producono ossigeno; tuttavia, il 70% dell’ossigeno presente nell’atmosfera non è prodotto dalle piante terrestri, ma dalle alghe e dal fitoplancton.

Senza oceani non avremmo internet: il traffico web è possibile grazie a cavi sottomarini, che uniscono tra loro tutti i continenti e sono protetti all’interno di tubature speciali, che li proteggono dagli attacchi dei pesci predatori.

L’incidente delle paperelle: Nel 1992, una nave container che trasportava paperelle di gomma dalla Cina agli Stati Uniti d’America naufragò e le paperelle si dispersero alla deriva. Gli scienziati le hanno seguite attentamente per studiare le correnti oceaniche; le ultime paperelle “naufraghe” sono state recuperate dieci anni dopo, negli anni duemila.

L’uomo conosce solo una piccola parte delle specie marine: i biologi scoprono migliaia di nuove specie viventi ogni anni e ci vorrà ancora molto tempo prima di riuscire a mappare tutti gli animali e le piante che abitano nei mari.

I mari sono pieni di tesori sommersi: secondo le stime degli esperti ci sono almeno 60 milioni di dollari sui fondali marini, sotto forma di tesori contenuti nei relitti. È un ricco bottino, ma recuperarli è illegale, poiché sono protetti dalle leggi sulla tutela del patrimonio archeologico.

Il mare non è sempre stato salato: quando si sono formati gli oceani, a causa della condensazione del vapore acqueo presente nell’atmosfera, erano composti d’acqua dolce. Il sale è arrivato poco alla volta, trasportato dai fiumi.

L’acqua del mare si può bere: grazie ad apparecchiature speciali, è possibile eliminare il sale dall’acqua marina e renderla potabile. Questi impianti, tuttavia, sono molto costosi ed è molto più conveniente utilizzare l’acqua dolce delle sorgenti terrestri.

Nei mari sono presenti delle isole di plastica: i rifiuti di plastica gettati nei fiumi e nei mari vengono trasportati dal vento e dalle correnti e si accumulano formando delle enormi isole di plastica. La più grande si trova nell’Oceano Pacifico, ma anche il Mar Mediterraneo ha la sua isola di plastica; si trova tra la Corsica e l’isola d’Elba ed è lunga decine di chilometri.

Il Mar Morto sta morendo davvero: il Mar Morto, situato tra Israele, la Palestina e la Giordania è lo specchio d’acqua più salato del mondo; la salinità è così alta che non ci sono pesci né alghe. Purtroppo, il livello dell’acqua si abbassa di 1 metro ogni anno e gli studiosi ritengono che, a meno di un intervento dell’uomo, questo piccolo mare sia destinato a prosciugarsi.

Anche l’Italia ha la sua barriera corallina: anche se è molto diversa dai reef, esiste una barriera corallina anche nel nostro paese, al largo della costa pugliese. A differenza delle barriere coralline tropicali, quella nostrana ha colori meno vivaci; questo è dovuto al fatto che si trova a una profondità di 50 metri, troppa per consentire la vita delle microalghe colorate.

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Motricità fine

La motricità fine è la capacità di controllare i piccoli movimenti delle mani (ma anche dei piedi).

Cosa si intende per motricità fine

Secondo una prospettiva psicologica la motricità fine è la capacità di eseguire movimenti controllati e coordinati con i muscoli distali delle mani e dei piedi.

Tuttavia, sono molti i fattori coinvolti nei gesti motori fini, accanto ai muscoli: coordinazione occhio-mano, controllo della postura, propriocezione, etc. Molti dei nostri gesti quotidiani sono possibili grazie alle abilità motorie fini: scrivere, allacciarsi le scarpe, tagliare, incollare, etc.

Da un punto di vista adulto può sembrare scontato, ma si tratta di abilità che il bambino deve apprendere ed esercitare a lungo prima di riuscire a padroneggiarle.

Come allenare la motricità fine

Tutte le attività che richiedono di eseguire movimenti piccoli e precisi sono ottimi esercizi per la motricità fine. Ecco alcuni esempi:

  1. Ritagliare sagome
  2. Colorare un disegno
  3. Annodare una corda
  4. Impilare alcuni oggetti
  5. Travasare materiali liquidi o solidi
  6. Impastare
  7. Piegare un foglio di carta
  8. Assemblare delle costruzioni

Le nostre proposte

Di seguito potete trovare alcuni semplici giochi e attività creative ideali per i più piccoli. Sono proposte ottime per la scuola dell’infanzia, per la classe prima della scuola primaria e naturalmente per il tempo libero a casa o in ludoteca.

In generale, la maggior parte delle attività per bambini proposte come lavoretti creativi sono in realtà utili esercizi di motricità fine.

Anche i giochi con le costruzioni – ad incastro, magnetiche o a forme libere – permettono di allenare i movimenti fini delle mani.

Infine, anche le attività di cucito e ricamo sono esercizi utili per potenziare i movimenti fini. Alcuni semplici oggetti realizzati dai bambini come il bracciale dell’amicizia o i bracciali scooby-doo richiedono una grande padronanza motoria per essere intrecciati correttamente.

Letture consigliate

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Il macinino magico

Il macinino magico è una fiaba che racconta perché il mare è salato, adatta ai bambini da 3 anni in su.

Il macinino magico

C’era una volta un bambino povero e senza nessuno che si prendesse cura di lui: non aveva una mamma né un papà, e nessun altro parente. Il ragazzo, per guadagnarsi qualcosa da vivere, aiutava gli anziani e nelle botteghe, ma aveva sempre la pancia piena e le scarpe piene di buchi.

Un giorno, passò dal paese una ricca signora che, vedendo il bambino vestito di stracci e affamato, gli comprò un bel pollo allo spiedo. Raffaello, così si chiamava il bambino, non aveva mai avuto tra le mani un pranzo così succulento. Ringraziò la signora e fece mille inchini. Stava per addentare il suo pollo, quando fu fermato da un vecchietto seduto sul ciglio della strada.
“Un pollo come quello è troppo grande per un bambino come te! Dovresti fare a metà con me; in cambio, potrei darti il mio vecchio macinino: è l’unica cosa che ho”.

Raffaello, che era buono e generoso, divise il pollo in due: la parte più grande la offrì al vecchietto e per sé tenne una coscia. Il vecchio, in cambio, prese dal suo mantello un vecchio macinino di legno e lo diede al ragazzo. “Puoi chiedergli tutto quello che vuoi, è un macinino affidabile” disse. Poi, scomparve nel nulla. Raffaello decise di provare il macinino: “Vorrei dei vestiti comodi e puliti”. E in un attimo, dal macinino uscì una veste da nobile, con un paio di stivali di pelliccia. “Vorrei una torta”. Ed ecco che comparve una torta degna del pasticcere del re.

Purtroppo, Raffaello non si era accorto che due pirati lo osservavano, nascosti tra le fronde di un albero. Stavano cercando un ragazzino da rapire e da portare al loro capitano come sguattero, per le cucine della nave. “Ecco il ragazzo” pensarono “e se porteremo al capitano anche quel macinino magico, chissà che ricompensa riceveremo”.
Così scesero dall’albero, catturarono il bambino e lo portarono sulla loro nave. Il capitano, non appena venne a sapere la storia del macinino, chiese delle monete d’oro. Ed ecco che le monete cominciarono a uscire dal macinino, riempendo tutta la cabina del capitano. Nel frattempo, entrò il cuoco.

“Capitano, siamo rimasti senza sale” disse. “Non preoccuparti: abbiamo un macinino magico, tu chiedigli il sale e te ne darà in quantità”. Il cuoco chiese il sale e questo cominciò a scendere dal macinino. Ma tra il peso delle monete e quello del sale, presto la nave cominciò ad affondare. Raffaello si tuffò in mare e siccome sapeva nuotare piuttosto bene, riuscì a salvarsi.
I pirati, invece, affondarono insieme al loro carico di monete e di sale. Ancora oggi, sul fondo del mare si trova il relitto della loro nave. Lì, da qualche parte, è rimasto incastrato il macinino magico, che continua a produrre il sale. Ecco perché il mare è salato.

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Dettati di parole (classe prima)

In questa sezione potete trovare tanti dettati di parole per i bambini della classe prima del ciclo primario (ex prima elementare).

Dettati di parole

Testi

Dettati di parole semplici

Difficoltà ortografiche: parole con due sillabe

CANE – SOLE – MARE – LUNA – FILO – NERO – TOPO – MELA – SALE – GOLA

DITO – PANE – RAMO – MANO – FUMO – VASO – MOLO – MELO – NASO – GUFO

FARO – BUCO – NOME – PINO – NAVE – GELO – PACE – APE – DITO – TANA

Dettati di parole con le doppie

Difficoltà ortografiche: parole con le doppie

LATTE – LETTO – COLLA – COLLO – FREDDO – OTTO – GATTO – SOTTO – FATTO – TAZZA

Dettato di parole: gli animali

Difficoltà ortografiche: parole con le doppie, parole con CHI, parole con Q, parole con GLI, parole con GN

CANE – TOPO – LEPRE – PECORA – LEONE – TIGRE – TARTARUGA – SQUALO – CONIGLIO – LUPO – PAPPAGALLO – SERPENTE – SCIMMIA – GUFO – COCCODRILLO – CIGNO – GALLO – TACCHINO

Dettato di parole: le parti del corpo

Difficoltà ortografiche: parole con le doppie, parole con CHI, parole con MB

MANO – NASO – DITO – GOMITO – PETTO – OCCHIO – BOCCA – TESTA – GAMBE – SPALLE – PIEDI – GINOCCHIO – CAPELLO – COLLO – GOLA – ORECCHIO – SCHIENA

Dettato di parole: a tavola

Difficoltà ortografiche: parole con le doppie, parole con CHI, parole con l’accento, parole con SCE, parole con CQU, parole con GLI

PIATTO – FORCHETTA – COLTELLO – CUCCHIAIO – PASTA – MINESTRA – RAGÙ – INSALATA – CAROTE – PATATE – PESCE – TORTA – MELA – ACQUA – TOVAGLIA

Riflessioni didattiche

Il dettato di parole è un esercizio ortografico fondamentale per i bambini della classe prima: dopo aver presentato le lettere dell’alfabeto, vocali e consonanti e aver fatto i primi esercizi di scrittura, i piccoli studenti devono imparare a comporre le prime parole scrivendo correttamente le sillabe della lingua italiana.

Di seguito trovate alcuni consigli per rendere più efficace questo esercizio:

  1. Durata: il dettato di parole non deve durare più di 10/15 minuti. In questo modo, i bambini riusciranno a concentrarsi sul compito senza perdere l’attenzione.
  2. Difficoltà: è importante proporre dettati di parole della giusta difficoltà. Nei dettati che abbiamo raccolto trovate le difficoltà ortografiche di ciascuno, in modo da scegliere quello più adatto alla lezione che state svolgendo.
  3. Correzione: invece di sottolineare le parole sbagliate, chiedete ai bambini di riscriverle correttamente sotto il dettato e di evidenziarle con i colori. In questo modo, la loro attenzione si concentrerà sulla parola giusta, e non sull’errore.

Dettati:
🔴 Dettati sull’autunno
🟠 Dettati sull’inverno
🟡 Dettati sulla primavera
🟢 Dettati di parole
🔵 Dettati sulle doppie
↩️ Tutti i dettati

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Lapbook e pop-up. I Romani
Lapbook e pop-up. Esseri viventi
Lapbook e pop-up. Primavera

Schede di italiano:
🔴 Italiano – Classe prima
🟠 Italiano – Classe seconda
🟡 Italiano – Classe terza
🟢 Italiano – Classe quarta
🔵 Italiano – Classe quinta
↩️ Italiano – Tutte le schede

Tag: dettati di parole, dettati di parole classe prima, dettati di parole prima elementare

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Cenerentola

Cenerentola è una fiaba francese di Charles Perrault.

Cenerentola

C’era una volta un ricco mercante, vedovo; l’uomo aveva una figlia e insieme, ogni mattina, andavano a portare dei fiori alla mamma. Qualche tempo dopo il padre si risposò e andò a vivere con la nuova moglie, che aveva due figlie, brutte, invidiose e monelle. Così, per la prima figlia, cominciò una vita di umiliazioni e fatica.
La ragazza doveva cucinare, pulire la casa, accendere il fuoco e fare tutte le faccende domestiche, mentre le due sorellastre la schernivano e facevano la bella vita. Ogni volta che il padre usciva per i suoi affari, le due sorellastre si facevano portare gemme e gioielli, mentre Cenerentola – così chiamavano la sua prima figlia, che a furia di lavorare era sempre coperta di cenere – non chiedeva altro che un rametto o un fiore da portare alla sua mamma.
Un giorno, il re diede una gran festa al suo palazzo: sarebbe durata tre volte e tutte le belle ragazze del regno erano invitate; in questo modo, il principe avrebbe potuto scegliere una principessa. Le due sorellastre decisero di partecipare e chiamarono Cenerentola, perché preparasse loro i vestiti migliori e acconciasse i loro capelli. Cenerentola fece come chiedevano; di nascosto, però, si mise a piangere disperata: anche lei avrebbe voluto partecipare al ballo, ma la matrigna glielo aveva proibito categoricamente.

Visto che la ragazza insisteva, la matrigna prese un piatto di lenticchie e le gettò nella cenere del camino.
“Se in due ore riuscirai a recuperarle tutte, potrai andare al ballo anche tu” disse a Cenerentola, pensando che non ce l’avrebbe mai fatta. La fanciulla andò nell’orto e chiamò a sé gli uccellini: “Colombelle, tortorelle e voi altri, uccellini del cielo, io vi prego! Venite con me e aiutatemi a raccogliere le lenticchie: quelle buone nel piattino, quelle marce nel cestino”.
Gli uccellini accorsero e in meno di un’ora tutte le lenticchie buone erano state posate nel piattino.
Cenerentola lo portò alla matrigna, ma quella le disse: “Non hai vestiti e non sai ballare; verresti derisa da tutti”. Ma la ragazza scoppiò in lacrime, così la matrigna disse: “Se in un’ora riuscirai a raccogliere dalla cenere due piatti di lenticchie, potrai venire anche tu”; anche questa volta, pensava che non ce l’avrebbe mai fatta. Cenerentola chiamò di nuovo tutti gli uccellini e in meno di mezz’ora finirono il lavoro. Ma la matrigna era già uscita di casa per andare alla festa, insieme alle sue figlie.
Cenerentola, rimasta sola, andò a trovare la mamma e gridò sulla sua tomba: “Piantina, scuotiti, scrollati, d’oro e d’argento coprimi”. Un uccellino le gettò un vestito d’oro e d’argento, insieme ad un paio di scarpette da ballo. Così, Cenerentola andò alla festa; lì, il principe la prese per mano e non ballò con nessun’altra ragazza. Ma al momento di accompagnarla a casa, Cenerentola scappò via e si nascose nella colombaia: non poteva certo far vedere al principe che dormiva nella cenere! Quando il principe bussò alla porta di casa, la matrigna buttò giù la colombaia, ma non trovarono nessuno; così, il principe tornò al castello.

Il giorno dopo, Cenerentola aspettò che la matrigna e le sorellastre fossero uscite, poi andò sulla tomba della madre e disse di nuovo: “Piantina, scuotiti, scrollati, d’oro e d’argento coprimi”. Di nuovo, un uccellino le portò un vestito tempestato di gioielli e le sue scarpette da ballo. Il principe la prese per mano e ballò solo con lei. Ma al momento di accompagnarla a casa, Cenerentola scappò via e si arrampicò su un albero di pero.  Quando il principe bussò alla porta di casa, la matrigna buttò giù il pero, ma non trovarono nessuno; così, il principe tornò al castello.
Il terzo giorno, Cenerentola tornò sulla tomba e l’uccellino le gettò un abito ancora più bello dei primi due; inoltre, le portò un paio di scarpette d’oro e di vetro. Quando si presentò al castello, il principe e i nobili rimasero senza parole per la meraviglia. Il principe ballò con lei tutta la sera, ma a mezzanotte Cenerentola fuggì via, prima che il principe potesse accompagnarla a casa. Nella corsa, una delle sue scarpette rimase sulla scalinata del palazzo.
Il principe la raccolse e il giorno dopo annunciò: “La mia sposa sarà la fanciulla che riuscirà a calzare questa scarpetta d’oro”. Le due sorellastre di Cenerentola si fecero avanti. Toccò alla prima: il suo piede era troppo grosso per la scarpetta, ma lei fece forza serrando il piede e infilò la scarpetta. Poi, salì sul cavallo del principe, con le lacrime agli occhi per il dolore.

Il principe la stava portando al castello, ma gli uccellini, posati su un cespuglio di nocciolo, cinguettarono al principe: “Volgiti, volgiti, guarda: quella non è la sua scarpetta. Strettina è la scarpetta, la vera sposa è ancor nella casetta”.
Il principe guardò il piede e si accorse che la scarpetta stritolava il piede della ragazza. Così, la riportò a casa e fu il turno della seconda sorella: il suo piede era decisamente troppo grosso, così la matrigna glielo tagliò a metà, in modo che potesse entrare nella scarpetta. La ragazza si fece forza e salì sul cavallo del principe. Ma anche questa volta, gli uccellini cominciarono a cinguettare:
“Volgiti, volgiti, guarda: quella non è la sua scarpetta. Strettina è la scarpetta, la vera sposa è ancor nella casetta”.
Il principe si accorse dell’inganno e tornò indietro. “Non avete altre figlie in questa casa?” chiese alla matrigna. “C’è soltanto Cenerentola, la mia figliastra; ma è impossibile che sia lei la sposa. Il principe le disse di andare a chiamarla e la matrigna non poté più nasconderla.
Cenerentola andò a lavarsi le mani e il viso e si presentò al principe: la scarpetta le calzava a pennello. Il principe riconobbe la splendida ragazza con cui aveva ballato durante le tre sere di festa e gridò: “Questa è la mia sposa!”, poi mise la ragazza sul suo cavallo e partì con lei, verso il castello. Questa volta, gli uccellini posati sui rami di nocciolo cinguettarono al principe:
“Volgiti, volgiti, guarda: questa volta la scarpetta non è troppo piccina. Porti a casa la vera sposina”.
E così, il giorno dopo furono celebrate le nozze tra Cenerentola e il principe.

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Guglielmo

Guglielmo è un nome maschile di origine germanica che significa “colui che si difende”.

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