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Occhiobello

Questo è l’occhio bello

Questo è l’occhio bello,
questo è suo fratello
questa è la guancia bella,
questa è sua sorella,
questa è la chiesina
questi sono i fratini,
questo è il scampanino:
din, din,din!…

Ecco la filastrocca illustrata:

l'occhio bello

Clicca qui per scaricare e per stampare la filastrocca.

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Tag: occhio bello

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Filastrocca della lana

Filastrocca della lana

Filastrocca della lana
salta e gracida la rana
vola e trilla l’uccellino
corre e abbaia il cagnolino
va sul fiore la farfalla
l’anatroccolo sta a galla.
Filastrocca canta canta
la mia lana è ancora tanta
voglio fare una vestina
alla bella mia bambina
due scarpette e due guantini
per le mani ed i piedini.
Fila fila filastrocca
fila fila dalla rocca
filastrocca della lana
la matassa si dipana
il gomitolo si fa
guai se il gatto lo vedrà.
Filastrocca lenta lenta
la piccina si addormenta
piano piano, piano piano,
con il filo stretto in mano.

Ecco la filastrocca illustrata:

filastrocca della lana

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Tag: filastrocca della lana

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LAVORI SOCIALMENTE UTILI PER I BULLI

Il bullismo è un fenomeno culturale e sociale prima che un problema scolastico. Ma come possiamo risolverlo cominciando proprio dagli istituti scolastici? Un esempio è quello che ci arriva dall’Istituto Cerboni di Portoferraio (sull’isola d’Elba): lì i bulli non vengono puniti esclusivamente con la sospensione, ma vengono mandati ad assistere i più deboli.
La punizione si trasforma così in uno strumento rieducativo, ma anche in un dispositivo per la crescita personale. Lavorare a contatto con le persone sole, gli anziani e i disabili è un’opportunità per il bullo di conoscere un universo umano del quale, probabilmente, non sapeva nulla. Significa imparare a conoscere la solitudine e la sofferenza, comprendendo la loro natura (del resto, il bullismo nasce dal disagio personale).

Dopo aver concluso il proprio lavoro sociale, i bulli tornano in classe, dove raccontano ai compagni la propria esperienza e come questa ha cambiato la loro vita. Così, invece di essere stigmatizzati come piccoli delinquenti, si trasformano da modelli negativi a eroi positivi.
Dai loro racconti emergono esperienze umane profonde: “Non ho più la nonna – racconta un alunno – ma giocando a carte con una signora è come se l’avessi di nuovo con me”; “Alcune signore hanno pregato per me – rivela un’altra – perché diventassi più brava”; “Alcuni di loro non avevano più nessuno e parlavano da soli, con persone che non c’erano – riferisce un altro ancora -, li ho aiutati nelle pulizie e poi li ho accompagnati a messa”.

Non si tratta di una completa novità: sono più di mille gli studenti che nel 2017 hanno svolto lavori socialmente utili per rimediare alle proprie malefatte. Una terapia d’urto, che offre però delle prospettive educative interessanti.

FONTI

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LETTERA DI CAPODANNO

Mamma e papà: a voi auguriamo di trovare il coraggio di educare in modo consapevole e determinato. Lasciatevi guidare dall’amore sincero, evitando le trappole del nostro mondo. Trovate la forza di credere nell’importanza delle regole e del rispetto.
Vi auguriamo tanta passione: per essere genitori ne serve una dose massiccia. Passione per giocare insieme ai bambini la sera, quando si rientra sfiniti dal lavoro, passione per sopportare i piccoli litigi e gli imprevisti (capitano a tutti, nessuno escluso), passione per la famiglia in un mondo in cui la tecnologia e i ritmi frenetici ci spingono a chiuderci in noi stessi e ad isolarci.

A tutte le maestre e i maestri che ci leggono auguriamo di trovare il coraggio di svolgere il proprio ruolo, nonostante tutto e nonostante tutti: insegnare oggi è un atto di eroismo civile. Significa provare a trasmettere un messaggio di cultura, curiosità e pensiero critico in un mondo che rema contro ciascuno di questi tre valori. Significa combattere la mediocrità e l’idea che la fatica sia un ostacolo da rimuovere. Significa credere nell’umanità che verrà e non solo nella comodità (sciocca) dell’oggi.
A voi auguriamo di trovare la passione per continuare ad insegnare, giorno dopo giorno: ci sarà chi vi sminuisce e chi vi contesta; dall’altra parte della barricata, però, ci sono migliaia di mamme e papà che credono in voi e che vi affidano i propri bambini come fossero i vostri. Noi siamo tra questi.

A te che leggi Portale Bambini, auguriamo un 2019 pieno di gioia: abbiamo parlato di coraggio e di passione perché sono due virtù che, secondo noi, possono condurre chi le coltiva ad un’esistenza gioiosa.

Buon Anno Nuovo,
Alessia de Falco & Matteo Princivalle
gli autori di Portale Bambini

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Il decalogo del buon educatore

Maria Montessori ha scritto numerosi saggi sull’educazione e sulla sua originale visione pedagogica e scientifica dell’infanzia, fondata sul rispetto del bambino e sull’educazione alla libertà. Di seguito vi proponiamo un decalogo pubblicato da Claudia Porta nel libro “Montessori per tutti“:

  1. Non toccare il bambino contro la sua volontà.
  2. Non parlare MAI male di un bambino, né in sua presenza, né in sua assenza.
  3. Concentra i tuoi sforzi nel rinforzare e incoraggiare ciò che di positivo vi è nel bambino.
  4. Investi tutta la tua energia nella preparazione dell’ambiente. Curalo in modo meticoloso. Aiuta il bambino a sentirsi a suo agio e responsabile del luogo in cui vive o lavora. Mostragli come utilizzare il materiale e come (e dove) riporlo.
  5. Sii sempre pronto a reagire quando il bambino ha bisogno di te. Ascolta e rispondi sempre al bambino quando si rivolge a te.
  6. Rispetta il bambino che fa un errore e che si corregge da sé, ma sii pronto a intervenire in caso di utilizzo improprio del materiale e di azioni che possano mettere in pericolo il bambino stesso o gli altri.
  7. Rispetta il bambino che si riposa, guarda gli altri lavorare, riflette su ciò che fa, vuole fare o farà. Non obbligarlo a passare a un’altra attività.
  8. Aiuta il bambino che cerca un’attività e non riesce a trovarla.
  9. Proponi regolarmente al bambino le attività che ha rifiutato in precedenza. Aiutalo ad acquisire le capacità che ancora non ha e a superare le sue imperfezioni. Fallo nel rispetto dell’ambiente e con parole amabili. Sii una presenza amorevole. Sii presente e disponibile quando il bambino ricerca un’attività, e resta in disparte se ne ha già trovata una.
  10. Tratta sempre il bambino con grande delicatezza e offrigli sempre il meglio che puoi“.

FONTI

C. Porta, Montessori per tutti, Gallucci editore, 2017

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IL METODO KONMARI: FARE ORDINE IN CASA PER FARE ORDINE NELLA VITA

Accumulare è una tendenza comune a tutti gli esseri umani, specialmente i più piccoli. L’accumulo, tuttavia, presenta alcuni inconvenienti: genera disordine, è dispendioso (in termini economici e di tempo) e soprattutto ci distrae dalle cose che contano davvero. Oggi ti presentiamo il metodo Konmari, ideato dalla giapponese Marie Kondo: questo metodo si propone di educare all’arte del riordino e del decluttering in poche, semplici mosse.

IL METODO KONMARI

Qualche anno fa è uscito un best-seller scritto dalla giapponese Marie Kondo. Il titolo è “Il magico potere del riordino“. L’autrice ha sperimentato un metodo, definito Konmari, per riorganizzare gli spazi domestici, portando serenità.

Nella filosofia zen il riordino fisico è un rito che produce incommensurabili vantaggi spirituali: aumenta la fiducia in sé stessi, libera la mente, solleva dall’attaccamento al passato, valorizza le cose preziose, induce a fare meno acquisti inutili.
Il libro parte da un presupposto molto semplice, ma importantissimo per il benessere: viviamo in case e in uffici sempre più piccoli, dove gli oggetti ormai ci stanno sommergendo. Bisognerebbe provare a razionalizzare gli spazi, eliminando il superfluo.

Solo per fare un esempio applicato alla cucina: spesso ci ritroviamo con un sacco di utensili che non adoperiamo e spesso giacciono da anni nei cassetti. Facciamo una selezione di ciò che serve ogni giorno e riponiamo altrove o eliminiamo ciò che non usiamo.
Il metodo Konmari di per sé può essere un po’ drastico, ma non è detto che tu debba seguirlo alla lettera. Però, puoi utilizzarlo come spunto creativo, cercando di rimettere a posto casa e, se necessario, vita.

Facci caso: tendiamo ad accumulare di più quando siamo troppo di fretta, o insoddisfatti. Ecco allora che ciò che è materiale serve a darci una piccola gratificazione. Nessuna critica, beninteso, solo uno spunto per lavorare su te stessa/o e trovare la tua strada per il benessere. Il metodo Konmari si può trasmettere anche ai bambini: educarli all’arte del riordino e della razionalizzazione è un processo complesso (dobbiamo tenere conto dei limiti naturali di ciascun bambino), ma seminando bene, un giorno, si raccoglieranno buoni frutti.

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