C’E’ UN’ISOLA DI PLASTICA ANCHE NEL TIRRENO

Tra la Corsica e l’Isola d’Elba si sta formando un’isola di plastica. Sì: anche noi abbiamo la nostra piccola isola di rifiuti (composta perlopiù da plastica monouso), anche se la sua estensione è di poche decine di chilometri e, al momento, si tratta di un fenomeno stagionale. L’isola di plastica del Tirreno si forma in presenza di forti piogge e correnti stagionali, che concentrano i rifiuti galleggianti in una determinata area geografica. I danni, tuttavia, sono devastanti: le plastiche, in mare, si scompongono in pezzi via via più piccoli, le microplastiche. Queste, scambiate per cibo, vengono ingerite dai pesci e dalla fauna marina. In alcuni casi le microplastiche causano la morte degli animali che le ingeriscono. In altri casi, finiscono sulle nostre tavole, perché i pesci che si nutrono di frammenti plastici sono gli stessi che mangiamo sotto forma di sushi, carpaccio o grigliata.

Dietro questa brutta notizia, si nasconde una riflessione importante: per noi è facile vedere i problemi come fatti lontani. In fondo, l’isola di plastica nel Pacifico (quella sì di grandi dimensioni, tre volte la Francia), si trova a decine di migliaia di chilometri di distanza da noi.
Come l’inquinamento, anche i problemi sociali sono più vicini a noi di quanto crediamo. La verità è che siamo sempre più soli e che, sempre più spesso, lasciamo soli gli altri. Se vogliamo sconfiggere solitudine e l’inquinamento, la ricetta è la stessa: dobbiamo ricostruire delle reti sociali forti, dobbiamo prendere a cuore gli spazi comuni e la società di cui tutte e tutti noi facciamo parte. Accanto ai piccoli gesti per l’ambiente – che sono infinitamente preziosi – dobbiamo tornare ad occuparci dei problemi, vincendo una volta per tutte l’egoismo e la noncuranza, nemici altrettanto letali della plastica.

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