CONTRO LA DIPENDENZA DIGITALE, SERVE IL TIMER

Abbiamo parlato anche troppo dei danni che l’abuso di smartphone, pc e tablet può causare ai bambini e ai ragazzi (in verità anche a noi adulti). Le linee guida dettate dalla Società Italiana di Pediatria, sono molto semplici: dai 2 ai 5 anni il tempo limite giornaliero è di 1 ora, mentre dai 5 agli 8 anni il tempo limite giornaliero è di 2 ore. In questo modo, si contrastano gli effetti nocivi che questi dispositivi hanno sul comportamento, sul sonno, sulle capacità cognitive e sul fisico.

Eppure, ancora troppe famiglie non riescono a far rispettare troppi limiti: in parte per ignoranza delle regole stesse e della serietà del problema (motivo per cui invitiamo tutti i nostri lettori a condividere i nostri articoli di divulgazione sul tema; purtroppo, non facendo notizia, nessuno è riuscito ancora a dargli la meritata rilevanza), in parte per la difficoltà di limitare il tempo trascorso davanti a uno schermo.

Si finisce, infatti, per ingaggiare una lite senza fine fatta di richiami verbali, di “ancora un ultimo video”, “è l’ultima partita” e così via. Questa via, ovvero quella della risoluzione per così dire amichevole, è fallimentare e non fa altro che generare tensioni in famiglia. Esiste invece una strada molto più efficace: è quella di limitare in modo automatico il tempo di utilizzo di un dispositivo, oltre alla limitazione di alcune app potenzialmente non adeguate (Youtube in primis).

Possiamo far sì che tablet e smartphone si disattivino automaticamente raggiunta una determinata soglia di utilizzo? Assolutamente sì, e non si tratta di un lavoro complicato. Ecco come fare:

  • per i dispositivi che utilizzano il sistema operativo iOS (iPhone e iPad), nelle impostazioni si trova una funzione chiamata “Tempo di utilizzo” (si trova nella sezione che contiene anche “Notifiche”, “Suoni” e “Non disturbare”); attraverso questa funzione è possibile impostare un tempo limite in modo semplice ed intuitivo;
  • per i dispositivi che utilizzano il sistema operativo Android, esiste una certa varietà di applicazioni che permettono di svolgere la stessa funzione; noi vi suggeriamo Screen Time, che potete scaricare anche sui device Amazon (i famosi Fire, che a noi piacciono tanto e di cui prima o poi ti proporremo una recensione). Ne esistono tante altre: basta digitare su un motore di ricerca “controllo parentale android” e troverai un elenco delle principali app.

Per concludere, vogliamo sottolineare due cose: la prima, per riuscire in questa missione è opportuno che sia il genitore il primo a dare l’esempio; non puoi certo pretendere di limitare i dispositivi dei tuoi figli se sei il primo a non staccare gli occhi dal cellulare! La seconda, è il concetto di buone abitudini e di educazione a piccoli passi: per costruire un percorso educativo radioso, non occorre partire dai massimi sistemi, ma piuttosto impegnarsi in piccole azioni concrete. Ad esempio, porre un limite salutare all’utilizzo di dispositivi tecnologici.