Le favole non dicono ai bambini che i draghi esistono. Perché i bambini lo sanno già. Le favole dicono ai bambini che i draghi possono essere sconfitti.

Questa frase di Gilbert Keith Chesterton racchiude tutto il potere di quei “C’era una volta” che tanto amiamo. Luoghi incantati, ma anche personaggi avventurosi e straordinari che ci insegnano, attraverso un viaggio nell’immaginazione, a credere nei sogni, ad essere coraggiosi e determinati, ad amare ed essere altruisti.

 La fiaba, momento di ascolto e di confronto

La lettura e l’ascolto di una fiaba contribuiscono allo sviluppo emotivo ed affettivo del bambino e, contemporaneamente, fanno bene all’adulto, che ritaglia del tempo “lento” per raccontare e raccontarsi. Dei benefici della lettura avevamo già parlato nel nostro articolo Leggere ai bambini fa bene agli adulti: la lettura favorisce l’empatia e permette al narratore adulto di sintonizzarsi con la sua parte ‘infantile’ dimenticata.

La fiaba costituisce un importante momento di confronto anche per il bambino che, attraverso l’ascolto, viene sollecitato nello sviluppo del pensiero razionale e del pensiero fantastico, arricchendo il linguaggio e la capacità personale di espressione e racconto.


La fiaba, ambiente educativo di apprendimento

Le fiabe sono concepite come strutture narrative che danno forma, senso e significato a una ‘realtà’ condivisa. Rappresentano una metafora della vita, la raffigurazione di concetti astratti presenti nel quotidiano, come il bene, il male, il bisogno, la sfortuna, la morte. Raccontare una fiaba significa provare a dire ciò che è difficile spiegare nella vissuto di ogni giorno: si tratta di un percorso di crescita, un processo di individuazione pieno di difficoltà, durante il quale non si ottiene “tutto e subito”.

Come creare un laboratorio di fiabe con i bambini

Abbiamo visto che creare una fiaba non rappresenta solo un atto ricco di valenze simboliche, ma è un vero e proprio atto di amore. Noi aggiungiamo che questo atto d’amore diventa nel tempo un passaporto per il pensiero divergente, grazie alla creazione di mondi fantastici. L’immaginazione è una risorsa imprescindibile per conquistare un pensiero libero, uno spirito indipendente, una mente creativa.

Un laboratorio di fiabe è uno spazio privilegiato per potenziare l’ascolto condiviso, lo sviluppo del pensiero narrativo, la capacità di immaginare e fantasticare. Non è difficile crearne uno, seguendo qualche accorgimento:

  • Date un’identità al laboratorio, scegliendo uno spazio fisso e creando un cerchio delle storie (una prassi molto simile a quella proposta dal circle time). Lo spazio circolare aiuta ad annullare le distanze e favorisce l’ascolto e la condivisione.
  • Create il vostro rito: se ci pensate, come nel teatro, la narrazione si nutre di ritualità, che rafforza l’identità del percorso ed amplifica il piacere dell’esperienza. Inventate un rito di apertura per iniziare il laboratorio (un saluto particolare, una canzone …) ed un rito di chiusura. Dovranno essere due momenti giocosi e coinvolgenti.
  • Narrate con passione e senza fretta: la voce deve far appassionare i bambini alla storia. Accelerate .. rallentate … create delle sospensioni temporali … gustatevi un attimo di silenzio. La fretta è bandita: non si va mai di corsa! Per i bambini il piacere di ascoltare nasce dallo stupore: cosa accade ora? E poi cosa succederà?
  • Sperimentate la ricchezza dei linguaggi espressivi: la narrazione può essere tradotta o trasferita in altre esperienze espressive e creative. Già il semplice (apparentemente!) atto di disegnare la fiaba è un’elaborazione importante da parte del bambino. Rappresentare graficamente i contenuti narrativi aiuta a personalizzare ed interiorizzare quanto è stato ascoltato.

Le fiabe per costruire relazioni felici

Le fiabe aiutano i genitori a trovare spunti interessanti ed acquisire consapevolezza del mondo emotivo dei propri figli. A questo proposito, per approfondire, vi segnaliamo “Le fiabe per… costruire relazioni felici. Un aiuto per grandi e piccini” (edito da FrancoAngeli). E’ un libro pensato per genitori, ma anche per educatori, nonni, babysitter, insegnanti, allenatori. L’obiettivo è sollecitare, coltivare, innaffiare nuove modalità possibili di stare insieme, di comportarsi reciprocamente.

Le autrici Daniela Marinaro e Cristina Rota spiegano che “Il libro descrive creativamente una serie di situazioni tipiche che coinvolgono adulti e ragazzi; per ognuna di esse, attraverso lo svolgimento di una fiaba, propone riflessioni e suggerimenti per valutare le nostre azioni, contestualizzare le reazioni dei più piccoli, gestire l’emotività, provare a trarre quindi il massimo beneficio e soddisfazione dal nostro compito di educatori”.

La fiaba diventa così un modo di costruire relazioni felici, lavorando insieme, in modo creativo, sui significati e sulle interpretazioni che ciascuno dà, agli eventi della narrazione e, più in generale, della vita.

a cura di Alessia de Falco

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