diario delle emozioni

Tenere un piccolo diario delle emozioni è un laboratorio di crescita personale che fa bene a grandi e bambini. Quello del diario è un esercizio di scrittura – e al tempo stesso di introspezione – che in passato godeva di grande popolarità. Migliaia di bambine e bambini hanno tenuto un proprio diario segreto in cui  annotare emozioni, paure e piccoli fatti quotidiani.
Oggi, complice la tecnologia, tenere un diario non è più un’attività allettante come un tempo e sono sempre meno i bambini che si cimentano con la scrittura del proprio diario segreto. Nel frattempo, sono esplose una serie di problematicità, legate guardacaso al mondo emotivo, che richiedono un intervento educativo. E allora, perché non rispolveriamo il caro, vecchio diario?

IL DIARIO DELLE EMOZIONI

Alla base del diario delle emozioni c’è la convinzione che riscrivere quello che ci è accaduto durante la giornata sia un modo per elaborare le emozioni e i sentimenti che abbiamo provato (e dunque, un modo per lavorare sull’intelligenza emotiva). Questo lavoro sulle emozioni ci aiuta a crescere, a costruire il nostro lessico emotivo e a superare le difficoltà.
Secondo noi, il diario delle emozioni riesce al meglio se viene presentato come un vero e proprio “diario segreto”, al quale i bambini confidino i propri stati d’animo e i piccoli segreti dell’infanzia.

Tuttavia, possiamo aiutare i bambini a focalizzarsi sulle proprie emozioni utilizzando uno schema a quattro colonne:  SITUAZIONE | EMOZIONE | REAZIONE | RIFLESSIONE
Nella prima colonna i bambini dovranno descrivere una situazione che si sono trovati a fronteggiare (ad esempio: il mio amico ha mangiato tutti i cioccolatini e non ha voluto darmene nemmeno uno).
Nella seconda colonna i bambini dovranno descrivere emozioni e stati d’animo che hanno provato (ad esempio, nel caso precedente: rabbia, tristezza e frustrazione).
Nella terza colonna i bambini dovranno descrivere la reazione che hanno avuto (ad esempio: ho strappato di mano il sacchetto dei cioccolatini al mio amico e ne ho preso uno).
Nella quarta colonna, i bambini dovranno riflettere brevemente sulle conseguenze della loro reazione e su come, in futuro, potrebbero agire in modo migliore. Naturalmente, si tratta di uno spazio libero e non giudicante: è importante che il piccolo scrittore percepisca questa libertà, altrimenti si corre il rischio di trasformare il diario in un esercizio manieristico.
Le pagine del diario delle emozioni si possono poi discutere insieme, ad esempio in un momento di circle time.

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