Riscopriamo l’economia domestica

Parlare di economia domestica potrebbe far sorridere: è una materia dei tempi passati, uno di quei laboratori in cui si cimentavano i nostri nonni. In effetti, l’economia domestica è entrata in pianta stabile nel curricolo scolastico con la riforma Gentile ed è sopravvissuta fino al 1966, quando è cominciata la sua deriva in quella che sarebbe poi diventata l’educazione tecnica (disciplina che, con l’economia domestica, ha poco a che vedere).

Ad oggi non è più presente, se non nei programmi di alcuni istituti di formazione professionale, perlopiù alberghiera o sanitaria. Si tratta di una perdita per tutti gli altri studenti, ai quali viene negata la possibilità di imparare a gestire una casa, oltre che svolgere semplici funzioni domestiche.

L’economia domestica, infatti, non prevede solo lezioni di cucina, igiene e merceologia, ma anche semplici esercitazioni per imparare a programmare gli aspetti economici della vita domestica. In altre parole, è l’insieme di competenze necessarie per una buona vita al di fuori del tetto familiare.

Ma perché sarebbe tanto importante tornare a parlare di economia domestica? Ecco tre ragioni di grande importanza:

  • evitare gli sprechi: il tema dei rifiuti e di una loro corretta gestione è di estrema attualità, nel nostro paese e non solo. Tra gli obiettivi didattici dell’economia domestica c’è anche quello di lavorare sul ciclo dei rifiuti e sulle buone pratiche per evitare gli sprechi
  • spendere con coscienza: lo shopping compulsivo è un disturbo che colpisce in modo particolare i giovani tra i 20 e i 30 anni di età; sebbene ancora non riconosciuto come patologia psichiatrica, ha ricevuto notevole attenzione dei media (per approfondire, si veda V. Marino, E. Barozzi, C.Arrigone (2013) Shopping Compulsivo: l’altra faccia dello shopping). Insegnare a gestire i conti economici di casa potrebbe avere un ruolo importante nella prevenzione delle spese irrazionali
  • abbattere le differenze di genere: l’economia domestica è una delle poche materie capaci di abbattere lo stereotipo del genere; ragazze e ragazzi hanno la possibilità di apprendere abilità e conoscenze comuni, utili per un’autonomia equilibrata

Economia domestica nel mondo

Ci sono paesi europei in cui l’economia domestica è già una materia di scuola: Finlandia e Danimarca (dove è obbligatoria per almeno un anno del ciclo scolastico). Si tratta di un momento formativo di primaria importanza, un momento capace di abbattere le differenze di genere ma anche per imparare competenze che saranno utili.

Se il versante familiare è quello della partecipazione alle faccende domestiche, dell’aiuto in cucina e della collaborazione, l’economia domestica implementa questa base spontanea con delle semplici nozioni tecniche, rendendoci dei perfetti uomini di casa. E non importa che cosa faremo da grandi; Martin Schulz, uomo politico di spicco nel mondo delle istituzioni europee, a casa fa i letti, la lavatrice e butta la spazzatura (nonsprecare.it). Un esempio di un ritorno ad una semplicità che fa bene, quella vita un po’ austera (ma non troppo) che aiuta a riscoprire i legami umani in tutta la loro forza.

AUTONOMIA A CASA: è un tema che ci sta a cuore, dal lato operativo ma anche da quello emotivo e sociale; autonomia vuol dire imparare a far da sé (vi consigliamo questa nostra riflessione: Imparare a far da soli, la forza dell’autonomia) ma anche a “vivere da sé” (tema di cui abbiamo parlato nell’articolo L’autonomia di vostro figlio siete voi).

E allora: vogliamo metterci in gioco per far riconoscere l’economia domestica come materia da reintrodurre a scuola (presumibilmente nel ciclo della scuola secondaria di primo grado)?

a cura di Matteo Princivalle