Educare è una grande fatica. Lo psichiatra Paolo Crepet si sofferma sulla fatica di essere mamma e papà, sulla fatica di dover recuperare ed esercitare l’autorità di genitori. Esiste però un’altra fatica: quella di crescere, quella del bambino che deve farsi adulto, costruendo un Sé che gli permetta di vivere con serenità.

Nel nostro mondo ovattato, la scintilla della fatica si sta spegnendo: dietro la spinta dei media, tutti desideriamo una vita comoda con il minimo sforzo e, grazie alla tecnologia digitale, un assaggio di questo stile di vita è possibile per chiunque. Se un tempo l’unico modo per poter “vincere” una vita comoda era acquistare un biglietto della lotteria, oggi basta molto meno: i social network e la rete (in misura ancora maggiore rispetto alla tv) sono finestre sul mondo, che ci permettono di vivere da spettatori i successi degli altri.
Nel nostro mondo virtuale, finiamo per impigrirci, dimenticando che assistere alla fatica altrui significa non farne di propria, rinunciando a traguardi e aspirazioni.

Ma come possiamo generare un cambiamento? Come possiamo ricostruir-ci rivalutando la fatica?

Si tratta di un cambio di paradigma: ad oggi, tendiamo a pensare che la felicità dei figli dipenda dalla nostra capacità di garantire loro beni ed esperienze (giocattoli, viaggi, possibilità di fare quello che vogliono). E se partissimo invece dal presupposto che la felicità dei bambini dipenda dalla capacità di desiderare e raggiungere con le proprie forze ciò che si desidera? Lavoro, studio, allenamento: ecco gli strumenti per realizzare se stessi.

“Nella vita di una persona l’essenziale è il desiderio. Non c’è vita, senza desiderio. Invece noi ai figli lo togliamo”.
P. Crepet

Non dimentichiamo, poi, che la fatica contempla l’errore: sbagliare è fondamentale, necessario e formativo. Addirittura, secondo Crepet, una scuola che non boccia è una scuola marcia. Si tratta di un estremo? Forse; quel che è certo, è che una società fondata sul sano sforzo non ha paura del fallimento; teme, piuttosto, la mancanza di tentativi.

APPROFONDIMENTI

Se anche tu credi nel valore formativo della fatica e vuoi approfondire questa riflessione, ti suggeriamo “Elogio della fatica“, di Matteo Rampin. All’interno del testo, lo psicoterapeuta ragiona insieme a dieci atleti di spicco (campioni internazionali in varie discipline) sull’importanza della fatica, ma anche su come essa possa diventare un piacere irrinunciabile.

E se pensi che questo pensiero sia troppo “controcorrente”, sappi che hai ragione. Parlare di fatica, fallimento e sofferenza, nel nostro mondo, è estremamente impopolare. Per farlo occorrono sicurezza e coraggio. Proprio di questo parla Paolo Crepet nel suo ultimo libro, “Il coraggio“, in cui si muove alla riscoperta di questa virtù utile tanto a un genitore quanto a chiunque voglia una vita degna di essere vissuta.

   

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