I figli devono essere felici, non farci felici: la lezione di Einstein

“Charlie Brown: Pensi mai al futuro, Linus?
Linus: Oh, sì… Sempre.
Charlie Brown: Come pensi che vorresti essere da grande?
Linus: Vergognosamente felice!”
Charles M. Schultz

DOBBIAMO ESSERE FELICI, NON FARE FELICI GLI ALTRI

Essere felici è l’ambizione di tutti noi, per noi stessi e per i nostri figli. Il primo desiderio che ogni mamma o papà nutre per il suo bambino è che possa trascorrere momenti sereni, vivere con gioia, spesso protetto dai dolori della vita; cosa che, come ben sappiamo, inevitabilmente non accadrà.

Come possiamo allora preparare la strada alla felicità? La cosa migliore che puoi fare è non rassegnarti mai e, soprattutto, liberarti dai luoghi comuni, anche educativi. Devi essere felice, non fare felici le persone: vale per i bambini (come abbiamo detto nel titolo dell’articolo), ma anche per gli adulti.

IMPARIAMO LA DIFFERENZA TRA AMARE E VOLER BENE

C’è un vecchio detto ebraico che recita: “mentre l’uomo pianifica, Dio ride”. Il senso della vita è in effetti tutto qui: vivere è tutto ciò che ti accade mentre pianifichi altro. Come possiamo dunque parlare di felicità in un contesto che tante volte ci capita, senza darci la possibilità di scegliere, mettendo in luce tutta la nostra fragilità?

Il modo migliore è interiorizzare la differenza tra “voler bene” e “amare”, portandola nelle nostre vite. La troviamo in un passaggio de Il Piccolo Principe, opera che spesso citiamo per l’intensità nel criticare il mondo moderno, i suoi luoghi comuni, lo scetticismo, la rincorsa verso l’autorealizzazione, il cinismo, l’incapacità di instaurare rapporti reali, con emozioni reali.

Ti amo – disse il Piccolo Principe.
Anche io ti voglio bene – rispose la rosa.
Ma non è la stessa cosa – rispose lui. – Voler bene significa prendere possesso di qualcosa, di qualcuno. Significa cercare negli altri ciò che riempie le aspettative personali di affetto, di compagnia. Voler bene significa rendere nostro ciò che non ci appartiene, desiderare qualcosa per completarci, perché sentiamo che ci manca qualcosa.

Tutti (o quasi) abbiamo un proposito fermo e irremovibile nella nostra vita: amare qualcuno con tutte le nostre forze. E non sbagliamo: un sano attaccamento è indispensabile per stare al mondo. Spesso però finiamo per ritrovarci con una zavorra emotiva piena di “ti voglio bene”, falsi o peggio, ridondanti.

SE SI AMA DAVVERO NON SI PUÒ STARE MALE

Amare significa desiderare il meglio dell’altro, anche quando le motivazioni sono diverse, liberi da aspettative. Significa capire che l’altro può essere felice, anche quando il suo cammino è diverso dal nostro. È un sentimento disinteressato che nasce dalla volontà di donarsi, di offrirsi completamente dal profondo del cuore. Per questo, l’amore non sarà mai fonte di sofferenza.

Quando una persona afferma di aver sofferto per amore, in realtà ha sofferto per aver voluto bene. Si soffre a causa degli attaccamenti. Se si ama davvero, non si può stare male, perché non ci si aspetta nulla dall’altro. Ci si offre totalmente senza chiedere niente in cambio, per il puro e semplice piacere di “dare”. Questo donarsi in maniera disinteressata può avere luogo solo se c’è conoscenza e consapevolezza.

Per questo diciamo: i bambini devono essere felici, non renderci felici. Perché così ci obblighiamo a pensare che la loro felicità, in parte, non sarà la nostra. Perchè amare vuol dire lasciar andare,

COACHING CREATIVO: FAI COME EINSTEIN

Nel novembre 1922, Albert Einstein era in Giappone per una serie di lezioni e conferenze, quando gli arrivò la notizia di aver vinto il Nobel per la Fisica. Stupito, si barricò letteralmente nella sua stanza dell’Imperial Hotel di Tokyo per raccogliere idee e pensieri.

Quando un corriere bussò alla porta per consegnargli un messaggio, invece di lasciargli una mancia, lo scienziato scrisse sulla carta intestata dell’hotel un paio di “pillole di saggezza” dicendo all’ospite che, con un po’ di fortuna, un giorno avrebbero avuto più valore di qualche moneta. Ne citiamo due:

Una vita calma e modesta porta più felicità della ricerca del successo abbinata a una costante irrequietezza.
Quando c’è una volontà, esiste una via.

Ecco, fai come Einstein: forse la calma e la modestia non sono per tutti, ma la volontà sì. E la volontà di essere felici è il primo passo verso il rispetto e la libertà di pensiero.