Un aforisma sul web recita:

Il regalo più prezioso che possiate fare ad un bambino è giocare insieme a lui.

Un inno ad un ritorno ad uno stile di vita più semplice, centrato sui rapporti umani piuttosto che dalle cose, ma che nasconde anche un’inquietante verità.  Giochiamo abbastanza con i nostri figli? Il tempo che dedichiamo loro è “a misura di bimbo”?

L’INDAGINE DELL’ASSOCIAZIONE PEPITA 

Cinque anni fa, Pepita, associazione per la promozione dell’educazione ha svolto una ricerca sul campo, per valutare il tempo di gioco dedicato ai figli. I risultati dell’indagine hanno messo in luce che i genitori italiani dedicano appena 15 minuti al giorno a giocare con i propri figli (Repubblica, 2012).
Altri paesi europei fanno molto meglio, come la Norvegia (30 minuti) e la Spagna (35 minuti).

Una mancanza dedicata dalla scarsa attenzione che nel nostro paese viene attribuita al gioco; prima che per ragioni di tempo, i genitori non giocano perché la ritengono un’attività inutile. Al contrario, giocare è il modo migliore per crescere, il più naturale. Lo spiega, in estrema sintesi, la psicologa Francesca Santarelli:

Giocare è un’occasione unica per conoscere il proprio bimbo e rafforzare il legame e la complicità con lui. La presenza della mamma e/o del papà inoltre permette al figlio di esprimere le emozioni, di conoscere se stesso, e favorisce lo sviluppo dell’immaginazione e della creatività in un clima di sicurezza, protetto dall’adulto, del quale si fida ciecamente.

GIOCARE EDUCATIVO, MA SENZA DIMENTICARSI DI GIOCARE

L’attenzione allo sviluppo del bambino è una costante, da alcuni anni a questa parte. Persino il mercato del giocattolo si è adeguato, con un’offerta crescente di “giochi educativi”. Non dobbiamo però dimenticare che il gioco deve essere un’attività libera e improduttiva (per una bibliografia ragionata sul tema del gioco vi consigliamo di scorrere fino in fondo quest’articolo), ovvero condotta senza forzature e secondi fini! L’apprendimento, in altre parole, deve essere indiretto e incidentale. Ovvero, facendo altro, si impara anche qualcosa di utile. L’errore? Solitamente è quello di precorrere i tempi, cercando di insegnare ai bambini conoscenze e abilità dimenticandoci che sono bambini e, in quanto tali, hanno diritto al loro “tempo bambino”.

Per un gioco di qualità basta poco; non servono giocattoli costosi e anzi, spesso sono perfino un ostacolo. L’importante è lasciare spazio alla fantasia dei piccoli, che da un pezzo di cartone tireranno fuori un bellissimo teatrino.


SPUNT-ESERCIZIO: 10 minuti di gioco libero insieme 

Quello che non abbiamo detto è che l’indagine metteva in luce soprattutto il fatto che il gioco viene relegato alla domenica. Certo, per chi lavora lontano da casa o non ha la possibilità di optare per un part-time, dedicare mezz’ora al giorno al gioco non è semplice.

La nostra però è una proposta modesta: 10 minuti al giorno da dedicare al gioco; se siete lettori appassionati dei nostri SPUNT-ESERCIZI, saprete che la maggior parte di essi sono giochi da sperimentare in famiglia. In altre parole, se avete già iniziato siete a cavallo! Non ditelo a nessuno, nemmeno ai bambini, ma le prime volte potreste utilizzare un’agenda per mettere nero su bianco il tempo che dedicate al gioco.

E ricordiamoci sempre:

  • il gioco è libero: non va forzato né “insegnato”; al più si insegnano le regole di un determinato gioco
  • la fantasia è l’elemento che rende il gioco così potente; giocare infatti significa stare con un piede nella realtà e l’altro nel mondo del fantastico
  • spesso per noi grandi è difficile tornare a giocare; lasciamoci guidare dai bambini (che in questo saranno ottimi maestri)

a cura di Matteo Princivalle