Questa sera ti proponiamo una storia a proposito di ali, di coraggio e di educazione. Sì, l’educazione spesso è fatta di atti coraggiosi.

I DUE FALCHI

C’era una volta un re, che ricevette in regalo da un amico due pulcini di falco. Il sovrano li consegnò subito al maestro di falconeria, perché li addestrasse rendendoli due formidabili falchi da caccia. Dopo qualche tempo, il falconiere portò al re uno dei due falchi: era perfettamente addestrato.
“E l’altro falco?” chiese il sovrano. “Purtroppo, mio signore, l’altro falco deve essere colpito da una rara malattia e non riusciamo a curarlo: quando me lo avete consegnato si è posato su un ramo e non vuole muoversi da lì. Non scende neppure per mangiare: devo arrampicarmi ogni mattina a portargli un pezzo di carne”.
Il re, preoccupato, chiamò il veterinario, ma non riuscì a guarire il falco. Poi chiamò un mago, ma nemmeno lui riuscì a guarire il falco. Infine si rivolse ai suoi consiglieri più saggi, ma nessuno tra loro riuscì a trovare una soluzione.
Il re decise di pubblicare un editto: chiunque tra i suoi sudditi fosse riuscito a smuovere il falcone dal ramo avrebbe ricevuto una lauta ricompensa. La mattina seguente, dopo essersi svegliato, il re andò a passeggiare nel suo giardino. Immaginate la meraviglia del sovrano quando vide i due falchi che volavano insieme nel cielo.
“Chi ha fatto volare il mio falco?” domandò ai suoi consiglieri. E loro, dopo qualche ricerca, portarono al re un giovane boscaiolo. “È stato questo ragazzo maestà, e ci sono molti testimoni”.
“Sei forse un mago? O un falconiere di qualche paese straniero? Quali poteri hai usato?” chiese il re al ragazzo. Il boscaiolo chinò il capo e spiegò: “Maestà, nulla di tutto ciò. Con la mia ascia ho tagliato il ramo e il falco, cadendo, ha scoperto di avere le ali e di saper volare”.

A volte, è necessario un atto di coraggio per spezzare il ramo che ci impedisce di spiegare le nostre ali e un bravo maestro sa quando è il momento di tagliarlo.

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