mito di aracne

IL MITO DI ARACNE

C’era una volta una graziosa fanciulla di nome Aracne, che viveva in Lidea ed era una tessitrice, figlia del famoso tintore Idmone. La sua abilità nel tessere e ricamare la tela era ben conosciuta in tutto il mondo, al punto che, un giorno, Aracne disse che neppure gli dei sarebbero stati capaci di tessere come lei. Sfortunatamente, Atena udì le sue parole, che la offesero profondamente: lei, dea delle arti, messa in ridicolo da una comune mortale. Atena tentò di far cambiare idea ad Aracne: si travestì da vecchia vagabonda e si presentò all’uscio della tessitrice. “Fanciulla mia, ieri ho ascoltato le tue parole, ma credo tu abbia esagerato: nessuno può competere con le divinità. Sei certamente la più grande tessitrice tra i mortali, ma non dovresti sfidare gli dei”.

“Al contrario” esclamò Aracne, posando la tela a cui stava lavorando “se la dea Atena pensa di essere più abile di me, dovrebbe farsi viva e sfidarmi. O forse, oltre ad essere mediocre nella tessitura, è anche una vigliacca?”.
Atena, nell’udire queste parole lasciò cadere le vesti da vecchia e si rivelò alla fanciulla: “Tu, insolente! E sia: ci sfideremo in una gara di tessitura”. Una di fronte all’altra, la ragazza e la dea cominciarono a tessere. Atena ricamò sulla sua tela le proprie gesta, mentre Aracne decise di raffigurare gli dei, i loro amori e le loro colpe.

Non appena la sfida fu conclusa, Atena esaminò le due tele: la superiorità di quella di Aracne era evidente. Le figure erano intessute con colori vivaci e brillanti e gli dei sulla tela sembravano reali. La dea, però, non poteva tollerare di essere stata superata da una creatura mortale; così, afferrò la tela di Aracne e la strappò in mille pezzi. Aracne, disperata, fuggì via: avrebbe voluto togliersi la vita, ma Atena glielo impedì. “Non finirà così. Se tessere ti piace così tanto, ti accontenterò” disse Atena alla fanciulla. Poi, le versò addosso un intruglio di erbe magiche, che trasformò Aracne in un ragno. Da quel giorno, l’infelice non fa altro che tessere la sua tela di giorno e di notte e così fanno tutti i suoi figli.

APPROFONDIMENTI SU QUESTO MITO

Il mito di Aracne si può considerare come un mito eziologico: si tratta di una narrazione che ha lo scopo di spiegare l’origine dei ragni e della loro tela. Per approfondire il mito come genere letterario e le sue funzioni, ti invitiamo a leggere la nostra guida al mito.

Tuttavia, l’importanza e l’insegnamento di questo mito è altrove, nella colpa di Aracne. La fanciulla, il cui talento era straordinaria, aveva però la presunzione di essere superiore agli dei. Questa presunzione, che gli antichi greci chiamavano “hybris”, era considerata una tra le colpe più gravi di cui un individuo potesse macchiarsi, al punto che spesso gli dei lo punivano in modo terribile.

Proprio il concetto di “hybris” potrebbe essere un buon punto di partenza per riflettere, a casa o in classe, sull’arroganza della nostra società: ci riteniamo superiori agli altri? Quali sono le autorità che rispettiamo?

Pin It on Pinterest