civiltà micenea

I resti delle mura ciclopiche di Micene

La civiltà micenea è una civiltà sviluppatasi nella Grecia continentale a partire dal 1700 a.C. Si tratta di un’antica civiltà del Mediterraneo, in seno alla quale si è formata la cultura greca antica.

LE 5 DOMANDE CHIAVE PER CAPIRE L’ARGOMENTO

  • Chi: Civiltà micenea
  • Che cosa: un’antica civiltà del Mediterraneo, che distrusse la civiltà minoica (i cretesi) arrivando a dominare il mar Egeo
  • Quando: dal 1700 a.C. al 1000 a.C.
  • Dove: la civiltà minoica si sviluppò in Grecia
  • Perché: i micenei erano guerrieri bellicosi; conquistarono con la forza numerose città fino ad ottenere il dominio sull’intera Grecia continentale e sulle isole dell’Egeo

BREVE STORIA DELLA CIVILTÀ MICENEA

La Grecia continentale presenta un terreno ed un clima poco adatti all’agricoltura: si tratta infatti di un’area montuosa e priva di aree fertili (come quelle occupate dalle prime civiltà dei fiumi). Per questa ragione, i primi micenei erano spesso in lotta tra loro, per accaparrarsi le risorse e le poche terre coltivabili. Questo ha portato ad una cultura basata sulla forza fisica e militare, su una classe di aristocratici combattenti che in seguito sono riusciti ad imporsi sulle altre popolazioni che hanno incontrato.

Le prime tracce di aree urbane micenee risalgono al 1700 a.C. In questo periodo si formarono i primi palazzi e i primi insediamenti della civiltà minoica. Le principali città furono Micene (da cui prende il nome la civiltà), Pilo, Tirinto, Tebe e Atene. Nei secoli, la civiltà micenea conquisto l’isola di Creta, Rodi e Cipro.

Dopo il 1200 a.C. la civiltà micenea cominciò un periodo di decadenza che portò alla sua scomparsa, intorno al 1000 a.C. Probabilmente questa decadenza è dovuta all’invasione di altre popolazioni, come i Dori. Ad ogni modo, la civiltà micenea confluì nella cultura e nella società dell’Antica Grecia.

LA SOCIETÀ MICENEA

La civiltà micenea non è mai stata unita sotto il profilo politico. Non vi era un unico re; le città erano autonome e indipendenti e ciascuna città-stato aveva un proprio sovrano, detto “vanax” (o “wanax“). Al governo delle città micenee vi erano il wanax e il lawaghetas, il capo dell’esercito.

Sotto di loro, vi era l’aristocrazia, formata da chi combatteva sui carri e dai cavalieri. Si trattava di un’aristocrazia militare, basata sul possesso delle armi e dei cavalli da guerra. Sul gradino più basso della società vi erano contadini e allevatori, seguiti dagli schiavi (solitamente prigionieri di guerra o persone che non erano riuscite a ripagare i propri debiti).

micenei

Un guerriero miceneo; l’armatura completa che porta viene detta “panoplia”; i nobili non combattevano a piedi, ma sui carri da guerra. 

La civiltà micenea era una civiltà palaziale (come la civiltà minoica): questo significa che i palazzi erano al centro della vita politica e amministrativa: ciascun palazzo organizzava la riscossione dei tributi nelle aree limitrofe e l’approvvigionamento di scorte alimentari e di materie prime. Nel palazzo lavoravano i migliori artigiani, che producevano armi e ornamenti per il wanax e per la nobiltà.

Rispetto ai palazzi della civiltà cretese, i palazzi micenei erano dotati di mura alte e spesse in pietra, le cosiddette mura ciclopiche. Si trattava di vere e proprie fortezze, pensate per difendersi dagli attacchi delle altre città micenee.

Non abbiamo informazioni certe sulla religione della civiltà micenea: sembra però che venerassero numerosi dei simili a quelli del Pantheon greco (Zeus, Poseidone, Ares, Era, Atena, Minerva etc.). Sappiamo invece che il wanax, il re miceneo, era anche il capo religioso della città.

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