resilienza la quercia e la canna

A proposito di resilienza, c’è una favoletta di Esopo eloquente ed istruttiva, la favola della quercia e della canna. La narrazione è un canale privilegiato per trasmettere gli insegnamenti importanti.
Ecco il testo; si tratta dell’adattamento che abbiamo realizzato per il nostro libro “Le più belle favole di Esopo illustrate con la geometria“:

LA QUERCIA E LA CANNA

In un campo erano cresciute vicine una quercia e una canna. La quercia, abbassando lo sguardo alla canna, le disse: “Come sei sfortunata! Al primo soffio del vento ti pieghi fino a toccare la terra; io, invece, sono forte e robusta e non mi sposto di un millimetro; se solo fossi cresciuta vicino al mio tronco, avrei potuto proteggerti io!” Ma la canna le rispose: “So che mi dici così perché sei mia amica e vorresti proteggermi, ma non preoccuparti. Il vento mi piega, ma non mi spezza; tu piuttosto, fino a che punto riuscirai a resistere?”.
Poi giunse il vento del Nord, così forte come non si era mai visto e piegò la canna fino a terra. Quando il vento si fu calmato, la canna tornò dritta come prima; la quercia, invece, era stata spezzata e giaceva per terra, con le radici al vento.

MORALE: chi sa adattarsi resiste meglio alle difficoltà rispetto a chi le affronta di petto.

Questa favola è tanto più efficace se raccontata seduti in cerchio in mezzo all’erba. La natura è la prima, grande, maestra del bambino, che è capace di provare meraviglia di fronte alla sua bellezza selvatica. Proprio gli steli d’erba (che incantano lo sguardo del bambino tanto quanto l’albero) ci insegnano la forza dell’umiltà. Esopo ha compreso questa lezione più di duemila anni fa.

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