LE CINQUE REGOLE PER NON CRESCERE UN FIGLIO TIRANNO

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Sempre più spesso ci troviamo di fronte a veri e propri bimbi tiranni; bambini che, inconsapevolmente, Daniele Novara ce ne parla all’interno del suo saggio Urlare non serve a nulla – Gestire i conflitti con i figli per farsi ascoltare e guidarli nella crescita.In particolare, il pedagogista evidenzia cinque “comportamenti problema”, responsabili della crescita di un piccolo tiranno.  Scopriamo insieme quali sono:

  • Il primo comportamento da bandire è la servizievolezza; ovvero, il “servire” il bambino, facendo per lui cose che potrebbe benissimo fare da solo; mangiare con le posate, vestirsi e lavarsi: mamma e papà non devono sostituirsi al bambino;
  • Il secondo errore è anticipare i bisogni dei bambini; è giusto che imparino ad avere dei propri desideri, piuttosto che essere bombardati di proposte, regali e attività; non bisogna avere paura che i propri figli crescano “svantaggiati” rispetto agli altri;
  • Il terzo comportamento da evitare è la “continua assistenza“; un bambino i cui bisogni vengono costantemente anticipati dai suoi genitori perde la capacità di comunicarli, diventa via via più povero nella sua espressione e nella sua capacità di sentire;
  • Il quarto comportamento da evitare è il discussionismo; con i bambini è necessario comunicare in modo chiaro e univoco. Discutere, trattandoli come adulti, servirà solo a confonder loro le idee e a generare stress;
  • Infine, troviamo la delega decisionale: un bambino non è in grado di compiere scelte importanti; siamo noi adulti a dover decidere per lui (un’operazione di grandissima responsabilità, tutt’altro che semplice).

Daniele Novara conclude: un bambino tiranno vorrebbe solo che i suoi genitori facessero il suo lavoro: vorrebbe genitori capaci di dire di no, ma anche capaci di compiere responsabilmente delle scelte che avranno impatto su tutta la famiglia. Un bambino tirannico ha bisogno di conflitto! Oggi tendiamo ad evitare il conflitto in tutte le sue forme, senza considerare che proprio il conflitto, se viene gestito in modo costruttivo, è una grande occasione di crescita per i bambini come per i genitori.

Riflettiamo bene su questi punti e su questi spunti: a prima vista potremmo pensare che le linee guida di Daniele Novara richiedano ai genitori certa dose di professionismo. In verità non è così: richiedono solo un po’ di coraggio e una piccola dose di “sano egoismo“. Del resto, la moda di annientarsi per i propri figli è una condizione tipica della modernità.