mandala

Introduciamo il tema dei mandala, gli affascinanti cerchi pieni di geometrie e colori che rappresentano simbolicamente il cosmo, prendendola un po’ alla lontana. Sapete quanto fa bene disegnare e colorare? Probabilmente sì, perché spesso se ne parla, in relazione all’art therapy, una buona abitudine per combattere lo stress, attraverso il gesto ripetitivo del riempire spazi colorando.

Si tratta di un modo per allentare le preoccupazioni, focalizzandosi sul qui ed ora, altro tema recentemente affrontato nel mini saggio sulla mindfulness.
Da sempre i bambini amano colorare e vengono incentivati a farlo, sin dal nido e dalla primaria. Crescendo si perde un po’ questa buona abitudine.
Oggi vi parliamo di un modo molto creativo per riscoprirla, attraverso i mandala.
Sapete cosa sono? Ve lo raccontiamo nel prossimo paragrafo.

I MANDALA DA COLORARE DI PORTALE BAMBINI

Mandala: un po’ di storia e curiosità

Partiamo dalla pronuncia, che spesso è errata: la parola ha l’accento sulla prima A, come “Mandalo via!”, giusto per capirci. Perché chi ben incomincia è a metà dell’opera. Fatta questa doverosa premessa, passiamo al significato. Mandala è una parola sanscrita che viene generalmente tradotta con cerchio. L’etimologia originale è la seguente: “essenza” (maṇḍa) + “possedere” (la). Si tratta di un simbolo spirituale e rituale che rappresenta il cosmo, l’universo.

E’ utilizzato in modo particolare nell’Induismo e nel Buddismo per definire lo spazio sacro, focalizzando l’attenzione e aiutando la meditazione. Si è però diffuso, anche grazie all’Art Therapy, in Occidente, come strumento per facilitare il rilassamento attraverso il coloring. Anche se, come dicevamo, è una tradizione tipicamente orientale, in realtà il concetto di mandala è universale e si può ritrovare in ogni cultura: il più antico mandala è stata una ruota solare scoperta nell’Africa del Sud. Si trovano esempi anche nell’America sud occidentale e tra gli Indiani Navaho che, nelle pratiche di guarigione, pongono il malato all’interno di un cerchio disegnato sul terreno. In India si dà vita alle danze del Mandala. Insomma, si tratta di un concetto, quello del cosmo, che affascina da sempre l’uomo, ad ogni latitudine. Nel buddhismo tibetano i mandala vengono realizzati utilizzando sabbie colorate e poi distrutti, con l’obiettivo di simboleggiare l’impermanenza del mondo materiale e la nostra capacità di acquisire conoscenza e saggezza.

L’aspetto più affascinante è che anche la natura produce splendidi mandala, nelle pietre, nei fiori, sulle cortecce degli alberi.
Questo è forse l’aspetto più suggestivo di queste antiche geometrie, simbolo universale che ci avvicina nella scoperta o riscoperta della bellezza. Pensate solo al girotondo dei bambini, è già un mandala.

Mandala e yantra, i dipinti su carta

Un capitolo a parte meritano gli yantra, che ai mandala sono collegati. Si tratta di disegni geometrici realizzati nei templi indù e nelle abitazioni, molto utilizzati nel Vastu, l’antico “Feng Shui” indiano. Contengono in un cerchio i simboli di una specifica divinità, quasi un mantra visivo. Sono dipinti su stoffa o carta e aiutano a ricordare l’esistenza di tipologie energetiche differenti, focalizzando l’attenzione sulle forze positive e negative che entrano in gioco nelle nostre vite.

Struttura del cerchio del mandala

Com’è fatto un mandala? Si tratta fondamentalmente di un cerchio, una rappresentazione geometrica del cosmo, una sorta di “cosmogramma” con una struttura predefinita. Di solito troviamo una “cintura” esterna con cerchi concentrici al cui interno è tracciato un quadrato, suddiviso a sua volta in quattro triangoli. In ogni triangolo troviamo altri cerchi che, talvolta, ma non sempre, contengono figure di divinità.

In linea di massima si tratta di disegni ripetitivi, a volte di ispirazione floreale o simili ai cristalli. Nella tradizione, ogni sezione ha un significato specifico:

  • la fascia più esterna rappresenta la “barriera di fuoco” (la coscienza metafisica) che brucia l’ignoranza
  • subito dopo troviamo la fascia che indica l’illuminazione, seguita da una “cintura” di foglie evoca la rinascita spirituale
  • nella parte centrale si trova il simbolo del mandala (palazzo) con le immagini degli dei

I Colori dei mandala

Anche i colori utilizzati hanno un significato specifico che qui di seguito illustriamo in estrema sintesi:

Rosso: indica il coraggio e la volontà di raggiungere mete ed obiettivi.

Nero: è il colore che indica il tempo di riflessione e purificazione. Con il nero si chiede una sosta, un momento per meditare.

Bianco: indica il contatto con la Mente Suprema, la necessità di comprendere meglio.

Giallo: vuole rappresentare la fioritura e la chiarezza, il momento di evoluzione.

Azzurro: rappresenta la dimensione spirituale, l’immaginazione, l’apertura della mente.

Verde: simboleggia l’elemento terra, la natura e tutto ciò che germoglia nell’animo.

Arancione: indica l’energia e l’allegria, la rinuncia alla superficialità.

Viola: nei mandala indica l’armonia, il benessere interiore, l’equilibrio tra sè e gli altri.

Marrone: indica che il terreno è fertile, pronto per una nuova semina, per ricominciare.

Se vi apprestate a colorare un mandala, ricordate, il benessere non è dato dalla scelta dei colori, ma dal rilassarsi facendo un’attività piacevole. In altre parole, lasciatevi guidare dalla fantasia, senza preoccuparvi troppo dei cromatismi.

Il concetto di impermanenza

Come dicevamo, il mandala è un simbolo che rappresenta il processo di creazione, distruzione e ricreazione, presente nei tempi cosmici.
I monaci buddhisti realizzano i mandala utilizzando cannucce dorate per distribuire la sabbia colorata.

E’ un lavoro che dura giorni e che viene spazzato via in pochi minuti, distrutto durante una cerimonia rituale in cui le sabbie vengono rimescolate e gettate in un corso d’acqua. E il concetto dell’impermanenza, dello scorrere eterno, del panta rei. Una bella lezione per un mondo che non si ferma nemmeno un minuto ad apprezzare la bellezza, avido di un futuro che spesso non permette di apprezzare il presente.

Jung, la psicanalisi e la scoperta dei mandala in Occidente

Il Mandala rappresenta uno schema ordinatore che in certa misura si sovraimpone al caos psichico, così che l’insieme che si sta componendo viene tenuto insieme per mezzo del cerchio che aiuta e protegge. Ogni mattina schizzavo in un taccuino un piccolo disegno circolare un Mandala che sembrava corrispondere alla mia condizione intima di quel periodo. Solo un po’ per volta scoprii che cosa è veramente il Mandala: il Sè, la personalità nella sua interezza, che è armoniosa se tutto va bene.

C. G. Jung

Queste sono le parole dello psicanalista svizzero Carl Gustav Jung che ha studiato i mandala per oltre 20 anni, scrivendo quattro saggi sull’argomento e ricollegando i simbolici cerchi ai concetti di inconscio collettivo e di archetipo. Gli archetipi, secondo lo studioso, sono una presenza ricorrente e non ricavabile dall’esperienza personale. In pratica, una sorta di eredità collettiva, tant’è che nei tratti caratteristici dell’archetipo ci sono appunto l’universalità, l’impersonalità e l’ereditarietà.

I Mandala sono uno dei migliori esempi dell’operazione universale di un archetipo.

C. G. Jung

Noi, lungi dall’entrare nel merito delle interpretazioni psicanalitiche, andiamo ora a vedere perché, oggi che i mandala sono così diffusi anche in Occidente, possono costituire una sana pratica di Art Therapy.

Perché fa bene colorare un mandala?

Disegnare e colorare sono due attività estremamente benefiche. Nella fattispecie, colorare un mandala avrebbe un profondo effetto sulla nostra mente, attivando l’emisfero destro del cervello, quello più irrazionale e creativo. In questo modo, facendoci rilassare, ci aiuta a distaccarci dai problemi del quotidiano e ad esaminarli sotto una luce diversa.

Secondo una ricerca condotta nel 2005 da Nancy A. Curry e Tim Kaser, le elaborazioni dei mandala sulla sabbia sono efficaci per ridurre i livelli di ansia e stress. Colorare un mandala è un’attività che si può proporre anche ai bambini: li aiuta a rilassarsi, incrementando la concentrazione e l’attenzione. Perché non provarci? In ambito terapeutico i mandala vengono utilizzati nella riabilitazione, per sviluppare la motricità prassica e per la gestione ed il superamento di situazioni emotive stressanti.

Come lavorare con i mandala

Finora abbiamo raccontato le origini dei mandala e come vengono colorati. In realtà esistono molteplici modi per trarre beneficio da queste figure geometriche così affascinanti.

Partiamo dalla semplice osservazione: provate a guardare il mandala prescelto per qualche minuto, senza pensare a nulla. E’ un modo per rilassarsi, focalizzandosi sul presente;

L’attività più diffusa è colorare un mandala: se provate a cercare in rete ci sono tantissimi disegni scaricabili e libri da acquistare.

E se voleste crearne uno? Con un po’ di pratica, un compasso ed un righello è possibile. Lasciatevi ispirare dai modelli esistenti o provate ad usare la fantasia: l’importante è il processo di creazione, non il risultato.

Proviamo a colorare un mandala: consigli utili

Il beneficio del disegnare o colorare un mandala aumenta se siamo nel giusto contesto. Consigliamo dunque di creare un angolo dedicato al relax (e riutilizzabile per leggere o fare altre attività rilassanti!). Ci sono tre ingredienti magici che renderanno questo momento speciale:

Silenzio: impariamo a rilassarci riducendo il volume di voce ed i rumori intorno a noi; è anche un modo, se siete con i bambini, per insegnare ad ascoltare il proprio cuore. Non è semplicissimo, ma sicuramente utile

Profumi: se vi piacciono, provate gli incensi e le essenze che aiutano a rendere piacevole l’ambiente

Luci e colori: scegliete secondo vostro gusto la soluzione che più vi rilassa. C’è chi preferisce ambienti luminosi, chi meno. Sta a voi decidere

Fatto questo, cercate di calmare la mente, magari aiutandovi con esercizi di mindfulness. Non esiste un’unica tecnica, l’obiettivo è riuscire ad estraniarsi dall’attività razionale ed ascoltare il proprio io interiore.

Mandala per bambini: stimoliamo la creatività, rilassandoci

Il Mandala e’ uno strumento molto utile a stimolare la creatività dei bambini e aiutarli a esprimere le proprie emozioni, lavorando sui colori. Per alcuni studiosi è la stessa forma del mandala a colpire l’attenzione dei bambini, essendo circolare e accogliente, un “archetipo” dell’abbraccio materno, del sole, del girotondo. I bambini possono lavorare da soli o in gruppo, colorando insieme.

Ecco qualche consiglio per incuriosirli:

  • scoprite i mandala intorno a voi: il mondo è pieno di immagini mandaliche, basti pensare alla corolla di un fiore, al sole, a un’arancia tagliata a metà o anche al girotondo. Partiamo da queste immagini per disegnare il nostro mandala;
  • non serve conoscere l’opera omnia di Rudolf Steiner per lavorare su forme e colori: provate a far scegliere ai bambini la gamma cromatica per riempire il proprio disegno, chiedendogli di spiegarvi il perchè della scelta di un colore, che ricordo evoca, etc. E’ un modo per trasformare un momento di arte in un’occasione di dialogo ed intimità.

Colorare i mandala non ha età: si possono proporre anche ai bimbi più piccoli, con motivi meno elaborati e senza interferire nella loro creazione.

Cosa ci serve

Per realizzare un mandala con i bambini, potete avvalervi di diverse tecniche tra cui matite colorate, pennarelli, il collage o la pittura.
Potete anche provare con la tecnica del mosaico, utilizzando materiale di riciclo come carta di giornale, pezzi di plastica delle bottiglie o stoffa.

Se disegnate su un foglio, potete usare dimensioni A3 per bambini dai 6 anni in su, mentre per i più piccoli meglio provare con un A4.
Il mandala può essere anche un lavoro per tutta la famiglia: che ne dite di un lenzuolo bianco da decorare tutti insieme?
All’aperto, potete provare con i gessi e la sabbia, lasciando che i piccoli sperimentino e si sporchino. Non c’è nulla di più divertente!

Come iniziare?

Tracciate un cerchio su un foglio e lasciate che i bambini lo riempiano e lo colorino. Date loro la possibilità di esprimersi liberamente ed eventualmente intervenite solo per chiedere, in forma indiretta:

  • Perché non mi racconti che cosa dice il tuo mandala?
  • E’ bello colorare il tuo mandala?

Non cercate ad ogni costo di interagire con loro, imparate ad ascoltarli in silenzio. Sarà il dono più grande.

Qual è l’età giusta per colorare un mandala?

Le figure più semplici possono essere colorate dai 2 -3 anni in su. Per quelle più elaborate è consigliabile partire dai 6-7 anni.