Montessori: la natura come elemento per crescere

Del metodo Montessori si parla tanto, ma si dice poco del pensiero di Maria Montessori circa la natura.

Sapevate che già lei, un secolo fa, sosteneva che i bambini trascorrevano troppo poco tempo a contatto con la natura? Strano? Niente affatto: la città come noi la conosciamo non è di recente invenzione; ce la portiamo dietro dall’Ottocento, epoca delle rivoluzioni industriali. Da allora, sempre più i bambini hanno perso il contatto con la natura.

Bambini e natura

Maria Montessori aveva avuto modo di osservare i bambini giocare all’aperto nei giardini froebeliani. Immediatamente si era accorta del legame magico tra bambini e natura, legame a cui proprio Froebel aveva già dato importanza. La natura è una maestra di spontaneità incredibile.

Nei giardini froebeliani (idea che poi la Montessori condividerà e porterà nelle sue Case dei bambini), i ragazzi avevano a disposizione aiuole da curare, in modo da poter sperimentare in modo diretto il ciclo di vita delle piante. Inoltre, si cercava, dove possibile, di allevare piccoli animali da cortile e realizzare un piccolo orto. Nelle strutture senza spazi adeguati, invece, ci si muniva di vasi.

Prendersi cura degli animali e delle piante, secondo Maria Montessori, è fonte di grande soddisfazione per il bambino: sapere che qualcuno ha bisogno di lui e che il suo lavoro produce la vita è un forte incentivo alla responsabilizzazione ma anche allo sviluppo emotivo, alla capacità di immaginare e controllare le emozioni che popolano il mondo dell’infanzia.

La natura inoltre è una maestra per l’apprendimento. Ne La natura in educazione si parla proprio di alcune attività didattiche realizzate sfruttando la natura, ad esempio le foglie e i rami per studiare le forme geometriche.

EDUCAZIONE AMBIENTALE

Queste attività a contatto con la natura non sono finalizzate solo allo sviluppo sensoriale ed emotivo del bambino, ma sono una parte importante dell’educazione ambientale. Secondo Maria Montessori è fondamentale l’educazione ambientale del bambino. Educazione ambientale però non significa insegnare nozioni sulla natura e sulla salvaguardia dell’ambiente, ma suscitare l’interesse del bambino verso l’ambiente. Fare in modo che si senta parte di un macrocosmo vivo e pulsante.

L’educazione ambientale è una piccola parte di quella che sarà l’educazione cosmica. Il bambino può imparare molto dalla natura: la pazienza, la curiosità, i legami tra le cose.

Cosa possiamo fare?

Senza voler fare lezioni sul metodo Montessori (che ricordiamo, è regolamentato da vari istituti proprio per evitare che sedicenti educatori prendano un po’ di qua e un po’ di là spacciandosi poi per montessoriani; il percorso è lungo e articolato), possiamo però riflettere sull’importanza della natura per i bambini: è un elemento che da pace, aiuta a ritrovare la concentrazione e la serenità e soprattutto è un importante fattore per lo sviluppo dei più piccoli.

Abbiamo già scritto una guida per realizzare esperimenti di giardinaggio in casa, che consideriamo il punto di partenza pratico per riscoprire la natura. Leggetela qui.

Possiamo anche coltivare la curiosità per gli elementi naturali: i bambini rimangono incantati quando vedono un fiume, uno stagno e anche solo un cespuglio fiorito. Approfittiamo per riscoprire con loro gli angoli di natura che sono rimasti nelle città!



a cura di Matteo Princivalle