pensiero positivo

Pensiero positivo: con questo termine, non scientifico, si intendono tutte le teorie e le pratiche volte a migliorare il benessere individuale e collettivo.

A PROPOSITO DI PENSIERI POSITIVI

Prima di cominciare, è doverosa una premessa: pensiero positivo vuol dire tutto e niente. Ci sono teorie scientifiche convalidate da decine di studi che si possono ricondurre all’area del “pensiero positivo”; tuttavia, ci sono anche centinaia di “corsi ed esercizi di pensiero positivo” perfettamente non scientifici. La felicità, purtroppo, è un business miliardario: questo significa che dobbiamo approcciarla con estrema cautela.
Quello che accomuna tutte le pratiche identificate come “pensiero positivo” è la volontà di migliorare la qualità dei nostri pensieri, la qualità della nostra vita e il nostro grado di soddisfazione. Ed è proprio da qui che partiremo.
Esiste un’area scientifica consolidata che si occupa di studiare ciò che rende la vita degna di essere vissuta: è la psicologia positiva. Nel corso degli ultimi due decenni, gli psicologi positivi hanno indagato tutti quei campi che potremmo definire caratteristici del pensiero positivo: benessere, felicità, emozioni positive, ottimismo, gratitudine resilienza, intelligenza emotiva, empatia e così via. In questo articolo parleremo di pensiero positivo a partire dalle loro scoperte e dai presupposti – scientifici – per vivere al meglio e per migliorare la qualità dei propri pensieri e delle proprie azioni.
Cominciamo individuando tre aree strettamente interconnesse che, secondo noi, se combinate insieme si avvicinano molto all’idea di pensiero positivo.

IL RAPPORTO POSITIVITÀ/NEGATIVITÀ

Barbara Fredrickson, la maggiore esperta mondiale di emozioni e, soprattutto, di emozioni positive, ha scoperto che il benessere emotivo (una delle cinque componenti del benessere globale) dipende dal rapporto positività/negatività.
Cosa vuol dire? Una vita senza paura, tristezza, ansia e rabbia è impossibile: il nostro cervello è programmato per farci provare emozioni negative. Le emozioni negative, in molti casi, possono salvarci la vita! Al contrario, le emozioni positive servono a farci crescere: predispongono la nostra mente ad imparare e a costruire reti. Tutte le emozioni, inoltre, sono passeggere: durano pochi secondi o, al più, qualche minuto.
Secondo la Fredrickson, il rapporto positività/negatività ideale è 3:1. Questo significa che, per far fiorire la nostra vita e sperimentare un profondo senso di benessere, dovremmo provare tre emozioni positive per ciascuna emozione negativa.
Esiste un test (disponibile solo in lingua inglese) per misurare questo grado di positività. Stiamo parlando del positivity ratio. Puoi completarlo online cliccando qui (è gratuito, non occorre registrarsi e ti ruberà appena due minuti). Questo rapporto è alla base del pensiero positivo: per pensare in modo positivo occorre prima di tutto “sentire positivo”: le emozioni positive sono fondamentali in questo contesto.

  • Il rapporto positività/negatività si può modificare. Tutti noi possiamo decidere di dare più spazio alle emozioni positive.

OTTIMISMO

Un altro elemento fondamentale all’interno del pensiero positivo è l’ottimismo. L’ottimismo è un abito mentale, ma anche un modo di spiegarsi ciò che ci accade. Come risultato, gli ottimisti sono particolarmente abili a risolvere problemi e a superare gli ostacoli. L’ottimismo è un abito che si può costruire ed allenare: non si tratta di un tratto innato o casuale.

  • L’ottimismo si può allenare. Nel nostro articolo di approfondimento dedicato all’ottimismo (qui il link) puoi trovare un esercizio validato scientificamente per esercitarti.

GRATITUDINE

La gratitudine è un altro elemento essenziale per coltivare il pensiero positivo. La gratitudine si può definire come una “sensazione di ringraziamento e di gioia in risposta all’aver ricevuto un dono, sia che il dono sia un beneficio tangibile, sia che si tratti di un momento di calma e beatitudine suscitato dalle bellezze naturali”(Emmons, 2004). La gratitudine è classificata tra i 24 punti di forza caratteriali del VIA Institute ed è una delle due forze più legate al benessere (l’altra è l’amore per l’apprendimento).

  • La gratitudine può crescere nel corso della vita. Stimolare la gratitudine è stato uno dei primi compiti con i quali si sono cimentati gli psicologi positivi. Esistono esercizi semplici (validati scientificamente) e divertenti per riuscirci: il diario della gratitudine e le lettere della gratitudine sono i primi che ti consigliamo di sperimentare.

PENSARE POSITIVO NON BASTA

Basta leggere questa pagina per coltivare il proprio pensiero positivo? Assolutamente no. Come tutte le teorie e i programmi legati al benessere e alla crescita personale, il sapere è ben diverso dal fare.
Il pensiero positivo non si può accrescere esclusivamente tramite la lettura di libri, articoli e guide: bisogna esercitarsi quotidianamente per un periodo di tempo di almeno un mese prima di sperimentare sulla propria pelle i benefici di ciò che si è fatto.

  • Se vuoi diventare un vero campione di pensiero positivo studia a fondo questi due esercizi: “Sfidiamo i pensieri catastrofici” (lo trovi qui) e “A caccia di gratitudine” (lo trovi qui). Memorizzali entrambi, poi smetti di leggere. Per un mese, non dovrai fare altro che esercitarti ogni giorno con entrambi gli esercizi.

APPROFONDIMENTI SUL PENSIERO POSITIVO

  • Se sei interessata/o al tema delle emozioni positive e al rapporto tra le due, ti consigliamo di leggere il testo “Positivity” (Harmony, 2009) della dr. Barbara Fredrickson.

Pin It on Pinterest