Elisione e troncamento. Esercizi per la scuola primaria
Dopo aver introdotto l’apostrofo e le sue principali funzioni, è il momento di distinguere due fenomeni ortografici che spesso creano un bel po’ di confusione nei bambini della scuola primaria: l’elisione e il troncamento. Entrambi comportano la caduta di una lettera alla fine di una parola, ma seguono regole diverse: capire quando serve l’apostrofo e quando invece non va messo è il primo passo per scrivere correttamente.
Per aiutarvi a consolidare questa importante regola ortografica, abbiamo preparato una nuova raccolta di schede didattiche gratuite su elisione e troncamento. Il percorso è pensato con un livello di difficoltà crescente: si parte dal riconoscimento visivo dei due fenomeni, per arrivare alla capacità di applicare correttamente l’apostrofo nella scrittura autonoma.
Il materiale è scaricabile gratuitamente e potrete utilizzarlo sia in classe come esercitazione o verifica, sia a casa per un ripasso mirato.
Elisione e troncamento
Ecco gli esercizi su elisione e troncamento che abbiamo preparato per voi, pronti da stampare. 🧩 Nella prima scheda i bambini dovranno distinguere i casi di elisione da quelli di troncamento in una serie di frasi; ✍️ nella seconda, invece, completeranno le parole inserendo l’apostrofo solo dove necessario.
Ripasso: elisione e troncamento
L’elisione e il troncamento sono due fenomeni della lingua italiana che comportano la caduta di una lettera finale, ma hanno una differenza fondamentale: solo l’elisione vuole l’apostrofo.
L’elisione si ha quando una parola perde la vocale finale davanti a un’altra parola che inizia per vocale. La vocale caduta viene sostituita dall’apostrofo.
Facciamo un esempio:
- La amica → L’amica (la vocale “a” cade e si mette l’apostrofo)
- Un poco → Un po’ (cade la sillaba “co” e si mette l’apostrofo, ma attenzione: è un’eccezione!)
Il troncamento, invece, si ha quando una parola perde la parte finale (vocale o sillaba) senza che la parola successiva influisca. In questo caso non si mette l’apostrofo.
Facciamo un esempio:
- Signore Rossi → Signor Rossi (cade la vocale “e” e non si mette l’apostrofo)
- Buono uomo → Buon uomo (cade la vocale “e” e non si mette l’apostrofo)
Una regola pratica da insegnare ai bambini: se la parola accorciata può stare anche da sola senza la parola che segue, allora è un troncamento e non vuole l’apostrofo. Se invece ha bisogno della parola successiva per essere pronunciata correttamente, è un’elisione e vuole l’apostrofo.
🔗 Risorse utili. State affrontando lo studio dell’ortografia in classe terza o classe quarta della scuola primaria? Ecco altre schede che potrebbero esservi utili:
Schede di italiano:
🔴 Italiano – Classe prima
🟠 Italiano – Classe seconda
🟡 Italiano – Classe terza
🟢 Italiano – Classe quarta
🔵 Italiano – Classe quinta
↩️ Italiano – Tutte le schede
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