ginnastica e memoria

Ti sei mai chiesta/o quale sia la correlazione tra studio e movimento? Quando insistiamo affinché nella scuola primaria italiana (e possibilmente già all’infannzia, con modi e tempi diversi) venga introdotta l’educazione motoria non lo facciamo perché siamo fanatici dello sport, ma con solidi argomenti.

L’Università dell’Illinois, ad esempio, ha dimostrato che nei ragazzi tra i 9 e i 10 anni che praticavano sport l’ippocampo (zona cerebrale importante nei processi di memorizzazione) era più sviluppato rispetto ai compagni sedentari. Questa recente scoperta scientifica consolida quanto già sostenuto dai ricercatori della Medical University of South Carolina Children’s Hospital, che avevano rilevato come l’aumento delle ore di attività fisica durante l’orario scolastico avesse come effetto collaterale l’incremento delle prestazioni cognitive dei ragazzi.

Forse, proprio nello sport potremmo trovare una risposta al dilemma che abbiamo posto in questo articolo. Perché gli studenti italiani studiano quasi cinque volte rispetto ai ragazzi coreani (o svedesi, o finlandesi, o di tanti altri paesi del mondo) e ottengono risultati nettamente inferiori? Forse, perché rispetto ai loro compagni, anche a causa della mole eccessiva di studio, sono troppo sedentari. Quel che è certo è che dobbiamo fondare una cultura del movimento e dello sport, in cui l’attività sportiva non sia assimilata ad una perdita di tempo o ad uno svago ma diventi un’attività essenziale per vivere bene.

Ma quanta attività occorre fare per vederne i benefici? Ce lo dice Franco Carnelli, primario della Unità operativa di ortopedia e traumatologia dell’IRCCS Multimedica di Sesto San Giovanni: “Tre sedute settimanali, ognuna di circa un’ora, preferibilmente di attività aerobica, sono più che sufficienti per far bene alla mente dei ragazzi oltre che al corpo“.

FONTI

https://www.corriere.it/salute/11_settembre_04/studio-sport-rendomento_03d218c4-d6d0-11e0-8117-f5a7da88e267.shtml

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