UNA BUONA SCUOLA E’ QUELLA DOVE IL BAMBINO ENTRA PULITO E TORNA A CASA SPORCO

“Una buona scuola è quella dove il bambino entra pulito e torna a casa sporco: vuole dire che ha giocato, si è divertito, si è dipinto addosso, ha usato i propri sensi, è entrato in contatto fisico ed emotivo con gli altri”.
P. Crepet

Le nostre scuole dell’infanzia e primarie sono da decenni delle vere e proprie officine creative: i bambini imparano a giocare con i colori, a ritagliare ed incollare, a costruire mappe e schemi, a lavorare e giocare in gruppo.

Si tratta di competenze fondamentali, che non dobbiamo perdere. L’uso intensivo dei dispositivi digitali deve essere limitato e attento a non inficiare motricità e manualità. Sempre più docenti si lamentano che i propri studenti arrivano in classe abituati a trascorrere ore davanti a uno schermo, ma incapaci di tenere in mano un paio di forbici! Stiamo assistendo al crollo della manualità nei più piccoli.

Si tratta di un lavoro che la scuola porta avanti nel corso degli anni, ma che necessita di un sostegno a casa: i bambini al di sotto dei 5 anni devono trascorrere non più di un’ora utilizzando schermi e tablet (banditi invece al di sotto dei 2 anni), come raccomandato dalla Società Italiana di Pediatria. Bisogna offrire loro la possibilità di giocare all’aria aperta, ma anche di sviluppare i sensi attraverso giochi e lavoretti manuali.