L’autonomia è una grande conquista. Ne abbiamo parlato spesso sulle nostre pagine, ricordando che diventare autonomi significa acquisire fiducia in se stessi e sicurezza, diventando dunque emotivamente forti.
Più volte abbiamo anche ricordato il motto del metodo montessoriano: “Aiutami a fare da solo”.

Una frase che non significa mai “Arrangiati e non darmi fastidio”, ma invita a una visione molto sfidante: “Guardami, sono una persona, sto facendo la fatica di crescere, spiegami come fare perché so che sono capace”.

Quando i genitori danno fiducia ai figli e spiegano loro come muoversi, la conquista dell’autonomia è una meta molto vicina. Di seguito vi proponiamo alcuni spunti di riflessioni e qualche esempio pratico.

Autonomia è rafforzare il rapporto con i genitori e migliorare l’autostima

Il rapporto con i genitori è il passaggio più importante per insegnare l’autonomia ai bambini insicuri. Essere autonomi non significa solo applicarsi con successo nelle operazioni pratiche, come versare l’acqua da una brocca o prepararsi la cartella da soli. Autonomia è una competenza sociale che serve a gestirsi nel mondo e nelle relazioni con gli altri, al di fuori del nucleo familiare più stretto.

Autonomia è dare istruzioni chiare e comprensibili

Comunicare bene aiuta ad agire bene, sempre, Vi facciamo un esempio: se un bambino rovescia dell’acqua nel tentativo di versarla da solo da una brocca piena, qual è la vostra reazione? Magari siete tentati di riprenderlo con una frase come: “Stai più attento!” oppure “Versala bene!”.

Probabilmente, Maria Montessori ci chiederebbe: “Voi gli avete insegnato a versarla bene?”. Il succo del discorso è proprio questo: perché il bambino diventi autonomo, deve ricevere indicazioni chiare su cosa fare.

E’ dunque compito dell’adulto capire il punto di vista di un bambino, con le difficoltà dell’essere più piccoli di noi, avere meno forza e meno esperienza. Le azioni corrette vanno spiegate passo dopo passo, dividendole in fasi.

SPUNT-ESERCIZIO: 5 attività quotidiane per allenare l’autonomia

Jacqueline Bickel, coautrice del libro “Come educare i figli presto e bene“, propone alcune attività quotidiane per allenare i bambini ad acquisire autonomia e a sviluppare diverse intelligenze. L’autrice spiega che: “Attività pratiche come riordinare, spazzare, stendere i panni, mangiare da solo… sono infatti più correlate di quanto si pensi ai compiti richiesti dalla scuola”. Ecco qualche spunto.

Mentre il bambino fa qualcosa da solo, “fate la telecronaca”: lo aiuterete a sviluppare competenze linguistiche
Per insegnare a sviluppare il linguaggio può essere utile commentare a parole ciò che il bambino sta facendo. Si tratta di un modo per legare i pensieri del bambino, ancora astratti, il lessico (le parole) e la sintassi. Se il bambino ad esempio apre il rubinetto dell’acqua, potreste dirgli: “Guarda, alzando la leva del rubinetto esce acqua calda, così ora puoi lavare le mani con il sapone …”.

Lasciate che mangi da solo, prima possibile
E’ possibile, già durante lo svezzamento, abituare il bambino a mangiare da solo. Potete provare mettendo piccoli pezzi di cibo nel piattino e, successivamente passare al cucchiaino e alla forchettina. Può essere utile coinvolgere il bambino nelle attività in cucina, oltre a insegnargli a pulire da solo musetto e manine con il bavaglino o il tovagliolo.

Fategli apparecchiare la tavola, è un modo per insegnare a contare
Provate a chiedere al bambino di mettere in tavola un tovagliolo per la mamma, uno per il papà, uno per il fratellino, dicendo: “Siamo in quattro, servono quattro piatti”. E’ un modo per farlo familiarizzare con i numeri ed i primi conti. Oppure chiedetegli di aiutarvi a riordinare le posate, mettendo insieme forchette con forchette e cucchiai con cucchiai, abbinando così oggetti simili e riconoscendo le analogie nelle forme.

Chiedetegli di aver cura della cameretta per allenare l’ordine logico
Abituatelo ad aver cura della cameretta, l’ordine pratico aiuta l’ordine logico. “L’abitudine all’ordine pratico” dice l’esperta “sarà utile quando il bimbo andrà a scuola, infatti è il prerequisito dell’ordine logico, cioè la capacità di mettere ordine fra le conoscenze.”

I giochi di una volta aiutano a sviluppare l’intelligenza musicale
Le attività ritmiche aiutano l’intelligenza musicale. Riscopriamo dunque i giochi di una volta, come il gioco della campane, in cui si passa saltando con un piede da una casella all’altra, il gioco di far rimbalzare contro un muro, il salto della corda, spesso associato a canzoncine e filastrocche, l’abitudine alle conte.

Non dimentichiamo che, al di là dei consigli pratici o delle esortazioni a lasciar fare da soli, il più grande motore dell’autonomia del bambino è il rapporto sereno ed equilibrato con il genitore. Si spicca il volo, soltanto se qualcuno ci ha dato le ali.

a cura di Alessia de Falco