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La leggenda dell’arancio è un breve racconto invernale per bambini da 4 anni in su.
La leggenda dell’arancio
Testo (a cura di): Alessia de Falco & Matteo Princivalle
Quando arrivò l’inverno, tutte le piante del giardino avevano dato agli uomini i loro frutti. Solo l’arancio non aveva prodotto nulla: sui suoi rami c’erano foglie verdi e niente di più. Il poveretto si domandava: “Perché tutte le piante danno frutti tranne me?”.
Avrebbe tanto desiderato produrre qualcosa di dolce come i fichi, croccante come le mele o dissetante come l’uva.
Anche gli uomini si chiedevano: “Chissà se quest’albero produrrà qualche frutto? Se non da niente, dovremo tagliarlo”.
Una notte l’arancio pianse così forte che i suoi lamenti arrivarono fino alle stelle del cielo, che gli domandarono: “Perché piangi?”
“Perché non do frutti” rispose lui.
“Non preoccuparti: il tempo è vicino” gli risposero le stelle del cielo. Infatti, non tutte le piante producono frutti nella stessa stagione: molte di loro lo fanno d’estate, ma l’arancio è un albero che dà frutti d’inverno.
L’arancio non capì cosa volevano dire e continuò a lamentarsi.
Allora le stelle soffiarono la loro polvere su di lui e gli dissero: “Con la nostra magia, sui tuoi rami cresceranno frutti come tante piccole stelle. Aspetta qualche giorno e vedrai”.
E infatti, dopo pochi giorni spuntarono tanti frutti profumati; avevano il colore del Sole. I frutti maturarono velocemente e diventarono succosi e dissetanti. Allora, gli uomini raccolsero i frutti dall’arancio, poi fecero una grande festa e lo decorarono con nastri e ghirlande, perché era l’unico albero del giardino capace di dare i suoi frutti d’inverno, quando è più freddo. Anche l’arancio comprese di essere unico e da quel giorno la sua vita fu migliore.
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C’era una volta un giovane arcobaleno; quando fu abbastanza grande, la sua mamma e il suo papà lo mandarono a lavorare come custode per un vecchio lepricauno. L’arcobaleno doveva rimanere a guardia del forziere pieno d’oro del vecchio folletto e non poteva allontanarsi da lì neppure per fare quattro chiacchiere con le farfalle del prato. Un giorno l’arcobaleno si stancò del suo lavoro e, mentre il lepricauno era in viaggio per certi suoi affari, scappò lontano, abbandonando il tesoro: voleva vedere il mondo e scoprire cosa c’era al di là del prato. L’arcobaleno tuttavia non fece molta strada: era appena entrato nel boschetto di eucalipti che si trovava oltre il confine del prato quando sentì dietro di sé la voce stridula del lepricauno: “Dove ti sei cacciato, piccolo fannullone?”. L’arcobaleno volò via di corsa, nascondendosi tra gli alberi; lungo la strada trovò un grande eucalipto e si appoggiò al suo tronco per sfuggire al lepricauno, che saltellava tra gli alberi strillando. “Ehi” disse una vocina sottile sottile. “Chi ha parlato?” sussurrò l’arcobaleno. “Sono io, l’albero a cui ti sei appoggiato. Cosa ci fai qui nel boschetto?” “Vorrei vedere il mondo, ma il lepricauno per cui lavoro non mi lascia allontanare dal suo tesoro nemmeno per dieci minuti e io sono scappato”. “Se vuoi posso aiutarti” disse l’albero. “Il vento sparge i miei semi in terre lontane e gli uomini li portano ancora più in là per piantarli nei loro giardini. Potrei farti viaggiare con loro”. “Sarebbe meraviglioso” rispose l’arcobaleno. “Abbraccia il mio tronco” continuò l’albero, “abbraccialo con tutta la forza che hai”. L’arcobaleno si strinse all’eucalipto con tutti i suoi colori e come per magia, scomparve in un raggio di luce; quando il lepricauno passò davanti all’albero, di lui non vi era più traccia: al suo posto, trovò invece un eucalipto con il tronco di tutti i colori, che scintillavano sotto i raggi del Sole. Da allora, l’arcobaleno può viaggiare in tutto il mondo trasportato dai semi dell’eucalipto e lui ha una corteccia dai riflessi meravigliosi, che nessun albero al mondo possiede e i due sono diventati amici inseparabili, tanto che gli uomini li chiamano come una cosa sola, albero arcobaleno.
NOTA: L’albero arcobaleno (o eucalipto arcobaleno) esiste davvero e ha un bellissimo tronco multicolore.
AUDIOFIABA
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Imparare a riconoscere le parti dell’albero è uno dei primi passi nel mondo della scienza. In questa scheda puoi trovare il materiale stampabile e le definizioni necessarie per una lezione creativa e divertente.
Le radici, che affondano nel terreno e assorbono gli elementi nutritivi necessari alla pianta;
Il fusto, che è la struttura portante delle piante; nel caso degli alberi coincide con il tronco;
Il tronco, la struttura lignea che sostiene l’albero; all’interno del tronco si sviluppano numerosi canali che trasportano la linfa dalle radici alla chioma;
La chioma, composta da rami, foglie, fiori e frutti;
I rami primari, ovvero quelli più grossi, che si diramano direttamente dal tronco;
I rami secondari, più fini, che si diramano a partire dai rami primari.
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Attenzione: queste immagini sono protette da copyright. Riprodurle sul web – compresi i social network – senza la nostra autorizzazione scritta è vietato ai sensi di legge. È sempre permessa la stampa per uso personale (es. per colorare) e per uso didattico (es. esercizi in classe).
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